ESTASI DEGLI ANGELI

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Un gruppo di anarchici radicali organizza un grosso furto di armi da una base militare. All’inizio la missione sembra procedere senza intoppi, ma quando si tratta di fuggire, arriva la polizia militare e c’è uno scontro a fuoco. L’evento porta scompiglio nel gruppo, che comincia a sfaldarsi: si teme che qualcuno abbia fatto la spia e piano piano i membri non si fidano più gli uni degli altri.

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Lingua:  SUB 

Titolo originale: Tenshi No Kokotsu
Anno: 1972 I Paese: Giappone
Regia: Kôji Wakamatsu
Attori: Ken YoshizawaRie YokoyamaYuki Aresa
 

Il rivoluzionario Koji Wakamazu (che sia chiaro io adoro), ci porta nel mondo delle organizzazioni rivoluzionarie clandestine degli anni ’70. Ci fa respirare l’ aria di quegli anni e ci porta in casa dei ragazzi che volevano cambiare il mondo con azioni clandestine e radicali. La nouvelle vague giapponese si caratterizzò per essere un elemento rivoluzionario che spesso criticava gli stessi partiti o gruppi rivoluzionari, e da qui il genio che crea un surreale esercito capeggiato da persone che hanno nomi di stagioni come “Inverno” e “Autunno”, e sottoposti che hanno nomi di giorni della settimana come “Lunedì” o “Mercoledì”. E’ inutile arrovellarsi il cervello per spiegarvi le tortuose sfaccettature della trama, quindi ve la spiegherò in soldoni. Un gruppo terroristico ruba da una base militare americana dell’ esplosivo al fine di riutilizzarlo per degli attentati dinamitardi. Alcuni dei combattenti periscono, ma la missione ha comunque successo. Dopo questa azione ci sono dei giochi di potere per cui il gruppo che ha portato a termine il furto viene isolato e l’ esplosivo considerato non più appartenente a loro. Il gruppo sceglie di resistere e non chinare il capo agli ordini dall’ alto, cominciando ad attuare una resistenza esterna, ma sotto molti aspetti anche interna per via delle svariate opinioni dei singoli individui sul da farsi. Un bianco e nero drammatico che sottolinea tutta la crudezza e al tempo stesso la poesia delle forme dei corpi. Si, perchè come spesso succedeva i registi giapponesi degli anni ’70 si concedevano variazioni sul tema e sesso e violenza erano inseriti automaticamente per interessare il pubblico, almeno così dicono.

Scritto da Il Guardiano dello Zoo