THE WIZARD OF GORE

Montag è un illusionista che durante i suoi spettacoli sottopone alcune spettatrici ad ogni genere di tortura. Le ragazze ritornano incolumi tra il pubblico, ma dopo circa un’ora le ferite provocate dal mago ricompaiono, provocandone la morte.

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Lingua: SUB
sottotitoli a cura di Domi Plan 9 sincronizzati da Cinema Zoo

Titolo originale: The Wizard of Gore
Anno: 1970 I Paese: U.S.A.
Regia: Herschell Gordon Lewis
Attori: Ray SagerJudy ClerWayne Ratay |
 

Herschell Gordon Lewis è uno di quei registi che hanno lasciato un segno profondo nel cinema mondiale. Nel suo caso, più che un segno, ha lasciato una vera e propria scia di sangue e violenza. Cineasta spregiudicato, coraggioso calcolatore, durante tutta la sua carriera, concentrata quasi completamente tra gli anni u201860 e ’70, si è cimentato in operazioni decisamente estreme. Inizia la sua carriera come produttore di pellicole sexploitative – insieme a David E. Friedman – per giungere in breve tempo a ciò che lo ha reso famoso: il cinema splatter. Non a caso il soprannome di H.G. Lewis è The Gorefather.1963
Grazie all’ingegno di Lewis nasce il genere splatter. Il titolo del film-archetipo di questo genere è il cult Blood Feast, da immaginare agli occhi di uno spettatore degli anni ’60 non avvezzo a certe scioccanti mostruosità.All’inizio degli anni settanta, dopo decine di produzioni più o meno dello stesso genere e tutte catalogabili come b-movies, il filmaker di Pittsburgh percepisce che il filone da lui fondato inizia ad essere arido e senza prospettive economiche. Prima di dedicarsi al marketing ed al giornalismo licenzia due delle sue pellicole più curate (se così si può dire): The Gore Gore Girls (1972) e due anni prima questo The Wizard of Gore, che però fu girato nel 1968.Il plot, pur essendo nella sua struttura abbastanza semplice, è interessante. Montag il Magnifico (Ray Sager, spesso ridicolo nelle sue strambe espressioni), una sorta di illusionista, tiene uno spettacolo in stile grand-guigniolesco davanti ad un pubblico terrorizzato ed allo stesso tempo eccitato. Il clou dei suoi spettacoli prevede la partecipazione di una o più ragazze scelte tra il pubblico (forse ipnotizzate), le quali vengono torturate e mutilate nelle maniere più atroci. Al termine dello spettacolo però le protagoniste tornano …come per magia… sane e salve ai loro posti. Poco dopo le stesse vengono trovate morte nelle loro case o sulla strada del ritorno. Visto che la polizia brancola nel buio, ad indagare su questi strani decessi ci pensano un giornalista locale e la sua fidanzata, che conduce una piccola rubrica per casalinghe su una tv privata.Come tutti i precedenti lavori di Lewis, il film sembra un pretesto per mostrare sangue e violenza. Anche tecnicamente non si discosta molto da tutti gli altri titoli: gli effetti gore sono a volte riusciti e disturbanti (l’estrazione del bulbo oculare da una delle vittime ha fatto scuola), altre volte ridicoli; gli attori sembrano quasi tutti dei dilettanti allo sbaraglio, il montaggio è decisamente troppo weird e le musichette della colonna sonora sono pessime. Però questa pellicola ha sicuramente qualcosa in più rispetto alle altre, semplici mezzi per mostrare fiumi di sangue e violenze gratuite.
Con The Wizard of Gore s’indaga in parallelo tra cinema/finzione e la realtà. Montag chiede in maniera ossessiva al pubblico:Cos’è reale? oppure . ..siete sicuri che in questo momento non state dormendo o sognando?. Tema che, per le modalità con cui viene affrontato, risulta forse troppo semplicistico anche se lo è solo apparentemente. A ciò si aggiunge una disquisizione – probabilmente non involontaria – su come la natura umana è attirata dalla violenza, dalle torture e dal sangue.Il pubblico osserva quasi compiaciuto all’insana messa in scena del mago, nutrendo la celata speranza che ciò a cui sta assistendo sia vero e non solo un possibile sogno o trucco. Un pò come accade ai primi fortunati film splatter del regista, che grazie al passa parola e ad un blando marketing ebbero un ottimo riscontro di pubblico attirato più dall’ultra violenza esibita senza censure che dalle ragazze in bikini, comunque sempre presenti e molto sexy.
Verso la fine del film il mago tenta, per fini malvagi, un esperimento di ipnotismo (massacro) di massa grazie alla trasmissione televisiva condotta da una dei protagonisti. Questa scena vale da monito sulla responsabilità che pesa su chi gestisce un mezzo così potente e potenzialmente pericoloso come la tv.Un’opera che, pur essendo a volte ripetitiva e lenta, va comunque di diritto nell’Olimpo riservato al genere splatter ed ai b-movies.Discreto, ma non imperdibile, il remake del 2007 girato dal regista Jeremy Casten (Horror in the Attic) con un ottimo Crispin Glover nei panni di Montag.”

Scritto da Il Paolo Spagnuolo [Splattercontainer.com]


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