BLACULA

1780: In Transilvania arriva il principe africano Mamuwalde, accompagnato dalla moglie Luva. Il principe deve incontrare il conte Dracula, per protestare contro la tratta degli schiavi. Dracula per tutta risposta lo vampirizza, donandogli il nome di Blacula e condannandolo alla dannazione eterna. Inoltre ne uccide la moglie. Nel 1972 due giovani omosessuali si recano in Transilvania per acquistare alcuni cimeli della villa del conte Dracula, e portano gli oggetti, tra cui anche la bara di Blacula, a Los Angeles. Nel momento in cui la aprono, totalmente ignari del pericolo, liberano il vampiro che li uccide e fugge, seminando il terrore…

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Titolo originale: Blacula
Anno: 1972 I Paese: U.S.A.
RegiaWilliam Crain
Attori:  William MarshallVonetta McGeeDenise Nicholas

No, non è Dracula, è Blacula! Ebbene si, quando il genere blaxploitation inizia a proliferare seriamente nei cinema statunitensi del 1972, l’invasione si espande a macchia d’olio generando inaspettate contaminazioni. Ma cos’è il genere blaxploitation? Senza dilungarmi molto è un genere nato come rivolta etnica in chiave artistica a quelli che erano i soprusi sociali e razziali dell’america di fine anni ’60 (avete sentito parlare di ’68? quello italiano è stato nulla a confronto a quello degli States). La contaminazione horrorifica del genere parta da questo Blacula, una rivisitazione in chiave afroamericana (quindi si preme molto sul pedale del crime, giusto per non allontanarsi troppo dal filone principale) del personaggio nato dalla penna di Bram Stoker. Blacula riscuote un certo successo al botteghino tant’è che ne uscirà un sequel chiamato Scream, Blacula, Scream e altri tipi di film “contaminati” come Blackenstein, Abby e Sugar Hill. A dire il vero il trucco dell’attore protagonista William Marshall ricorda più quello del dr jekyll e mr hyde, ma non è certo quello che ci scoraggia e può desistere dal goderci questa pellicola che non annoia e anzi, diverte con le sue scene bizzarre, i dialoghi pomposi fuori luogo e la sua colonna soul/funk niente male. Dategli una possibilità!

Scritto da Il Guardiano dello Zoo


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