COMMANDO MENGELE

Nel dare la caccia ai criminali nazisti sfuggiti alla giustizia dei tribunali di guerra, un gruppo di agenti israeliani scopre che il dottor Josef Mengele (Howard Vernon), il famigerato boia di Auschwitz soprannominato “L’angelo della morte”, si è rifugiato in Paraguay, dove ha installato un segreto laboratorio di ricerche mediche all’interno di una inaccessibile foresta. Il dottor Felsberg (Fernando Rey) affida ad una squadra di uomini scelti il compito di catturarlo senza tuttavia sospettare ancora la natura delle attività intraprese dal feroce scienziato. Protetto dai mercenari neonazisti di Wolfgang von Backey (Christopher Mitchum), Mengele sta sperimentando allucinanti tecniche di fecondazione artificiale su giovani indigene nell’intento di mettere al mondo la futura razza eletta, l’invincibile braccio armato di un prossimo Quarto Reich…

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Titolo originale: Commando Mengele
Anno: 1987 I Paese: Francia
Regia: Andrea Bianchi (accreditato come A.Frank Drew White)
Attori: Christopher MitchumSuzanne AndrewsFernando Rey

Con il ridicolo e fin troppo lungo pseudonimo di A. Frank Drew White, Andrea Bianchi va a dirigere questo “Commando Mengele” uscito nel 1987. Il film si affida alla produzione francese e Bianchi collabora persino con lo spagnolo Jesus Franco, che si occupa della sceneggiatura sotto mentite spoglie, anche perchè alla sceneggiatura ci sono Georges Friedland e Marius Lesoeur, ma anche loro sono accreditati con pseudonimi. Come un qualsiasi b-movie che si rispetti, questo si annovera fra i tanto amati “action-trash” e va a finire nel filone nazisploitation, presentando una storia tutto sommato carina e piuttosto fuori dalle righe. Il problema è che il film è pieno zeppo di errori, scene non-sense e azioni prive di qualsiasi ragionevole dubbio. Si vede che Franco stesso e Bianchi non avevano tanta voglia di lavorare. Dico che fa tenerezza per non dire che faccia pena, nel senso che per me è una piccola perla perduta degli action nazisploitation, ma allo stesso tempo è alquanto indifendibile. Tuttavia cercherò di analizzarlo come meglio posso, sia nel bene che nel male. Innanzitutto la vicenda è ambientata in Paraguay, ma ovviamente il film è stato interamente girato in Uruguay e come volevasi dimostrare le location sono del tutto minimali e (quasi) sempre uguali. Nel cast sono presenti vecchie glorie quali Fernando Ray, Dora Doll, Jack Taylor e Howard Vernon, che interpreta appunto lo spietato Josef Mengele. Tra gli attori abbiamo anche quel rifiuto di Christopher Mitchum, figlio del grande Robert Mitchum. Mitchum Jr. interpreta un mercenario americano figlio di immigrati tedeschi, il quale, secondo la brillantissima sceneggiatura, è diventato uno spietato nazista/fascista dopo che in Vietnam è stato brutalmente ferito all’anca. Misteri irrisolvibili e completamente privi di senso. Una scena top del film è quella in cui uno degli agenti israeliani, Marc Logan, vedendo in tv un reportage sulle feroci esecuzioni naziste – insieme a quella che si presuppone essere la sua ragazza – le dice che i suoi genitori sono morti nei campi di concentramento e lei allora com’è giusto che sia se ne esce con: “ora devo andare a lavoro”. Anche qui brillante colpo di sceneggiatura ad opera di un Jess Franco che sicuramente l’avrà scritta guardando chissà quale film pornografico con Moana Pozzi. Ma d’altronde da un mostro sacro del trash come Andrea Bianchi più o meno questo è ciò che mi aspettavo: una becera pellicola realizzata così tanto per, senza impiegare la benchè miniva voglia di fare e creare. Lo dimostrano i mezzi, il budget totalmente risicato e una fotografia orrenda. Bianchi poteva benissimo giocarsela sullo splatter in alcune sequenze e scene, ma in questo (s)cult decide di giocare tutto sull’azione (fatta male ed anche parecchio). Il sonoro dei colpi a mani nude non esiste; praticamente quando Mengele prende a schiaffi Eva (Suzanne Andrews), non ci è consentito sentire nulla di niente, neanche un ‘plimp’ giusto per rendere la scena più realistica. Proprio no, Bianchi non ci pensa nemmeno! Dialoghi al limite del ridicolo e scene rallenty completamente a caso condiscono la parte restante del film, dimostrandoci che chiunque con in mano due spicci ed anche trovandosi in un paese esotico, può realizzare un film. Parlando di ridicolo non si può non citare gli “”efferatissimi”” esperimenti di Mengele i quali, se visti nell’ottica reale, sarebbero inquietanti, ma mostrati on-screen da Bianchi, sono vergognosi. Tizi/tizie (neanche si capisce) conciate a mo ‘di scimmie, perchè il feroce nazista ha inseminato artificialmente dna umano e scimmiesco. Cose che solo il grande Andrea Bianchi poteva fare. La cosa più penosa di questo film è sicuramente il finale, ma lo lascio scoprire a voi, dunque a voi l’onore. È anche vero che Bianchi ha toccato il fondo con “Zombie Horror”, ma questo dovrebbe essere riscoperto con tutti gli attributi, perchè è un fottuto capolavoro. Di conseguenza, l’unica cosa salvabile di questa pellicola è la storia, ma siccome amo questo tipo di film, vi invito a stravederlo.


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