NON APRITE QUELL’ARMADIO

Dopo il ritrovamento di numerose persone ed un cane, morte nei loro armadi, un reporter, un’insegnante del college, suo figlio e un professore uniscono le loro forze per svelare il mistero prima che l’esercito americano si metta in moto e crei il panico fra i cittadini.

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Titolo originale: Monster in the Closet
Anno: 1986 I Paese: U.S.A.
Regia: Bob Dahlin
Attori:  Donald GrantDenise DuBarryClaude Akins
 

 

Uscito da noi nei tardi anni ’80  quando sembrava che tutti i film horror dovessero avere nel titolo una citazione di “Non Aprite quella porta” (Non aprite quel cancello, Non entrate in quella casa…non fate un cazzo di niente!), il film scritto e diretto da Bob Dahlin (più portato ad essere assistente direttore o direttore di seconda unità che regista) è una delle tante “Troma Release” che giravano in quegli anni portando con sè l’irriverenza volutamente trash della casa di Lloyd Kaufman, con pochi soldi e tanto citazionismo divertito e divertente.

In effetti  “Monster in the closet” appare sin da subito come una parodia del classico horror anche se man mano che si procede nella storia si vira decisamente verso il monster movie ad ampio respiro con tanto di sequenze di panico collettivo riciclate e scene di repertorio burlescamente montate in sovrimpressione mentre il mostro gira indisturbato per la città.

La storia è quella di una serie di misteriose sparizioni, un vecchietto (piccolo cameo per il grande John Carradine), il suo cane ed alcune ragazze, tutti nei pressi di un guardaroba. Gli assalti del mostro vengono infatti rappresentati fuori campo ed esemplificati attraverso lo spargimento di vestiti anzichè di sangue. Dal principio la stampa non da credito al caso e incarica uno sprovveduto giornalista (Donald Grant) detto Richard “don’t call me Superman” Kent (per via della somiglianza con Clark Kent), più amante delle barrette al cioccolato che dei casi di cronaca nera. L’indagine lo porta a conoscere la giovane e avvenente biologa  Dianne Bennett (Denise DuBarry), con l’aiuto di un valente scienziato (Henry Gibson) i due ordiranno una trappola elettrificata per il mostro (un incrocio tra un bruco e un uomo di neardenthal che si muove attraverso i ripostigli) usando come esca una barretta di cioccolato duramente estorta al povero Richard.Niente da fare però e a quel punto il mostro rapisce il giovane reporter e se lo porta in braccio in giro per le strade. A quel punto l’unica soluzione per distruggerlo è fare in modo che tutti i ripostigli e gli armadi a muro vengano distrutti, e infatti vediamo la gente che prende ad accettate i camerini e gli spogliatoi. Il mostro non potendo più rifugiarsi da nessuna parte muore con in braccio ancora la sua preda. A quel punto non è chiaro se siamo di fronte ad una versione gay di King Kong o una sorta di MiniGodzilla senza futuro ma di certo il film è scorrevole e diverte al punto giusto, l’idea di base è delirante quanto basta per trasformare “Monster in the Closet” in un istant cult e dulcis in fundo, il film è impreziosito da questi piccoli cameo di grandi caratteristi del passato, oltre a Carradine e Gibson troviamo anche Claude Akins, Howard Duff e Stella Stevens.

 Scritto da Il Dottor Satana [Odorama Exploitation Movies]


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