IL BRACCIO VIOLENTO DEL THAY PAN

Trama: Bruce Lee ci narra di come i suoi avi abbiano sviluppato la tecnica del Thay Pan al fine di ribellarsi alle ingiustizie. Vediamo valorosi guerrieri che usano questa tecnica attraverso il tempo.

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Titolo originale: Tie zhang xuan feng tui, Tang shou tai quan dao, Mang Quan
Lingua:
Anno: 1978 (data di uscta del collage) 1972 (data di uscita dei 3 film)
Paese: Hong Kong
Regia: Feng Huang, Kuang-Chi Tu, Sum Cheung.

VOTO: 7 / 10
VOTO TRASH: 7 / 10

Recensione:
Il Braccio Violento Del Thay Pan è una squallida operazione commerciale messa in atto dall’ italiana Fida Cinematografica nel 1978. E’ una vera truffa secondo tutti i punti di vista partendo dal titolo in cui almeno due cose puzzano di marcio. Innanzitutto “Il Braccio Violento” è messo li per sfruttare il successo del film di William Friedkin Il Braccio Violento Della Legge, con cui non ha niente a che fare, poi questo fantomatico Thay Pan non esiste giacchè la tecnica di Bruce Lee si chiamava Jeet Kune Do e il termine Thay Pan in cantonese vuol dire “capo supremo”. Tutta questa farsa è stata messa in piedi perchè alla Fida stavano scadendo i diritti di 3 film di kung fu, ovvero: Mani che stritolano, Mani di ferro, Dopo l’ urlo un uragano di violenza, tutti del 1972 aventi niente a che fare tra di loro (tranne che per gli ultimi due dove appare Jason Pai Piao) e tantomeno con Bruce Lee morto 5 anni prima. La voce narrante di Bruce Lee è una puttanata pazzesca ed è un’ altro stratagemma italiano per inscenare una specie di collante per tenere unito il collage di spezzoni dei tre film, e per sfruttare il successo planetario dei film dell’ eroe del cinema di kung fu. Ho notato anche la ladrata da parte della Fida della colonna sonora addirittura di Rosemary’s Baby!!! Premesso questo, il film in sè, se togliamo alcuni dialoghi abbastanza tediosi, è molto dinamico e pieno di tutti quegli elementi che fanno coinvolgere il cuore dello spettatore, per poi favorire il rilascio di endorfine una volta visionata la violenza che si scatena. E che violenza!! Spesso infatti assistiamo a colpi sanguinari con copiosi fiotti di rosso acceso scaturire da bocche e ferite di vario genere. C’ è un insolito uso delle lame contro le mani nude delle arti marziali e abbiamo ben due o tre scene di cavamento degli occhi. Se ripudiate i film di kung fu acqua e sapone eccovi una buona dose di mazzate pesanti!

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