LA GUERRA DEL FERRO: IRONMASTER

Trama: Siamo all’ epoca degli uomini delle caverne dove esiste una tribù che vive ai piedi di un vulcano. La loro gerarchia si basa sul successo durante la caccia. Un fatidico giorno giunge il momento di nominare un nuovo capo e il massiccio Vud (George Eastman) propone con forza la sua candidatura, tuttavia il suo carattere è troppo impulsivo per comandare saggiamente e gli anziani sono più propensi per il guerriero Ela (Sam Pasco).

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Titolo originale: La guerra del ferro: Ironmaster
Lingua:
Anno: 1983
Paese: Italia
Regia: Umberto Lenzi (accreditato come Humphrey Milestone)

Conosciuto anche con il nome di Vindicator – La Guerra del Ferro

VOTO: 5 / 10
VOTO TRASH: 10 / 10

Recensione:
Premetto una cosa importante: gli estimatori di Umberto Lenzi devono chiudere un occhio per questo film e prenderla sul ridere poichè è chiaro e scontato che il maestro ha girato questo film con la mano sinistra, interessandosi solamente della pagnotta a fine lavoro. L’ idea principale alla base della pellicola è cercare di ricalcare il successo del bellissimo La Guerra del Fuoco di appena due anni prima, mettendoci anche un pizzico di Conan Il Barbaro fresco fresco di uscita nelle sale, perchè no? “Avemo fatto 30, famo 31!” Il film in sè è ridicolo in tutto e per tutto, le donne sembrano uscite da quei film americani tipo Un Milione di Anni Fa, coperte da bikini di pelo e truccate e pettinate come se andassero a cena fuori, gli uomini sono ancora più ridicoli perchè sembrano discotecari anni che si sono spogliati un secondo prima del ciack e si sono messi una pezza di cuoio sul pacco, sono glabri sul corpo, coi baffi e i capelli anni ’70 e non solo, molti di loro appaiono con tratti fortemente meridionali il che rende il tutto ancora più grottesco. Grottesca è chiaramente la recitazione generale (non lo prende sul serio proprio nessuno questo film) come del resto è grottesca la sceneggiatura inconsistente basata su un soggetto di 4 righe. Buchi di sceneggiatura ci sono come l’ origine del personaggio di Lith (si riferisce a Lilith? a Lithium?) e altri.. incredibile che dietro a questo pasticcio ci sia la penna di mostri sacri come Alberto Cavallone , Luciano Martino e Dardano Sacchetti.. facciamo finta di non saperlo.. Parlando del cast abbiamo un intero pantheon di nomi noti del cinema di genere anni ’70 / ’80 come il gargantuesco George Eastman vero e proprio protagonista del film che regala momenti demenziali con una recitazione assai imbarazzata soprattutto a causa di un enorme pelouche di leone conficcato in testa per tutto il film. Abbiamo quello che vorrebbe essere il macho della situazione ovvero la supernova del cinema Sam Pasco un body builder i cuoi muscoli gli impediscono di fare alcun movimento, compresi i muscoli facciali a quanto pare. La Elvire Audray è sempre bellissima da vedere peccato il pesante trucco in faccia che la fa sembrare una venuta dal futuro con qualche intento non ben definito. Ho tenuto volutamente per ultima lei, la garanzia per un film trash, la Pamelona nazionale che in questo film addirittura parla e addirittura non è oggetto sessuale, non vediamo il suo giunonico culo ma vediamo una tetta evasa da un reggiseno da cavernicola (???) tenuto su con lo sputo. Mi immagino la scena in sala di montaggio: “Ah! Qui si vede una tetta!” “Ganzo! Tenemola!”. A completare questo quadro di pop art arrivano uomini scimmia, finti zombi che in realtà sono impestati e in più veniamo deliziati combattimenti imbarazzanti di uomini semi nudi, effetti splatter sporadici (grazie Rosario Prestopino), da rozze scene di repertorio naturalistico ritagliate e schiaffate su in montaggio e una fucina per fabbricare rudimentali spade di ferro munita di versatili ed efficienti tenaglie di ferro per prendere le armi grezze incandescenti. Geniale!

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