EVA MAN (DUE SESSI IN UNO)

Eva è una donna, Eva è un uomo. Eva è un ermafrodita, che uno scienziato russo tiene sotto controllo per studiarne le abitudini sessuali. Ma il corpo di Eva interessa anche a una banda di malviventi, che lo rapiscono.

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[la visione è riservata ad un pubblico maturo]

Titolo originale: Eva Man (due sessi in uno)
Anno: 1980 I Paese: Italia, Spagna
Regia: Antonio D’Agostino
Attori: Eva RobinsAjita WilsonRamón Centenero
 

Coproduzione italo spagnola che affronta pubblicamente ed esplicitamente (per la prima volta) le avventure sessuali di una creatura intrappolata nel sesso maschile ma dotata di psiche femminile. Almeno così sembra, perché in realtà l’Eva del titolo (la celebre transessuale Eva Robin’s) viene attratta (ed usata) da entrambe le sfere sessuali (uomini e donne) finendo con l’attirare l’attenzione di un chirurgo che la studia nelle varie “fasi”. Erotico spacciato per hard, in realtà si limita all’esibizione integrale della duplice Eva (al fianco di Ajita Wilson).

Eva del pettirosso: la ragazza con “extra”
Nasce con il nome di Roberto Maurizio Coatti, il 10 dicembre del 1958 a Bologna. Ironia della sorte: non uno, bensì due nomi maschili. Ma la natura se ne infischia delle regole “costituite” e dei paradigmi sociali, di fatto convenzioni che la maggioranza reputa “norma”. Crescendo, Roberto scopre di essere un “ragazzo” imprigionato in un corpo “accessoriato con elementi femminili” (testuali parole dell’attrice/showgirl) ed opta per assumere uno pseudonimo che sia più adatto alle sue caratteristiche psico-fisiche. Eva – nome “artistico” coniato, con pertinenza, per la nuova “identità” sociale – viene ripreso dal personaggio femminile del fumetto delle sorelle Giussani, Diabolik, dietro suggerimento degli amici della ragazza/ragazzo, per via della somiglianza tra Eva Kant e Roberto; Robbins, invece, scaturisce dal filo della memoria: e rimanda allo scrittore Harold Robbins. La storpiatura Eva Robin’s è voluta: letteralmente – dall’inglese – “Eva del pettirosso” suona in maniera allusiva e metaforica.

Cinema – Attore e attrice al tempo stesso
Il debutto cinematografico risale al 1979, dietro la regia di Antonio D’Agostino la Robin’s appare in La Cerimonia dei Sensi. In una co-produzione del 1980, tra Spagna ed Italia, l’attrice trova definitiva celebrità interpretando la protagonista principale d’un titolo ipernoto e circolato anche nel nostro paese (malamente ghettizzato nel mercato HARD, dal quale rifugge per contenuto e stile). E’ – appunto – questo Eva Man (titolo geniale a dir poco), caratterizzato dalla presenza dell’altra notissima (e sfortunata) transessuale Ajita – Principessa nuda – Wilson (presente in titoli di sexploitation tipo Libidinene La bravata e in alcuni W.I.P. o drammi a tinte forti, ma pure nel fulciano Luca il contrabbandiere). Il film ha un seguito spagnolo girato nel 1982: El Regreso de Eva Man, sempre co-prodotto con l’Italia e tutt’oggi introvabile. E’ l’anno del lancio ufficiale, quello che la porta fuori dal “ghetto”, perché Dario Argento la vuole per Tenebre (cifrare trailer), nei panni della ragazza (con tacchi rossi) che ossessiona il killer.

Nel 1987 è in Belgio, presente in un volgare e tetro thriller erotico: Mascara, film che focalizza la sua morbosa attenzione sulle azioni di un killer maniaco dei “cosmetici” (da cui il titolo) e che al povero transessuale, interpretato dalla fascinosa Eva, riserva un trattamento “immorale”. Nel 1989 raggiunge l’apice della carriera, quando viene diretta dal grande Damiano Damiano, al fianco di Tomas Milian ed Elliott Gould, in Gioco al massacro, cervellotico esempio di cinema psicologico (con rimandi al mondo del set e dei dietro le quinte) che specula tra realtà e finzione.

Lavora quindi per il toscano Benvenuti, nel grazioso (e delicato) Belle al bar (1994) commedia che rifugge dalla (facile) volgarità per affrontare con intelligenza il tema della “diversità” (parola correlata alla convenzione sociale, quindi relativa) vissuta sia sul piano fisico che su quello psicologico. Sempre Benvenuti la rivuole nel 1998 per I miei più cari amici, graziosa commedia degli equivoci, cui Eva presta, con disinvoltura, il suo fisico ambiguo, reso ancora più impressionante per via della maturità (e forse perfezionato chirurgicamente). Sarà, sempre più spesso, presente nei “rotocalchi rosa” annunciando più volte (senza mai averla subita) pure un’operazione  che l’avrebbe fatta “transitare” definitivamente, e tout court, nel Mondo femminile.

Si ricorda – inoltre – che nel corso degli anni ’90 conduce un rotocalco su Mediaset, dal provocante titolo Primadonna, quindi appare nella rivisitazione televisiva dell’Odissea e alterna cinema (Cattive inclinazioni, 2003 / Di che peccato sei?Tutte le donne della mia vitaAndres and me, 2007 / Una notte agli studios, 2013 / Tu mi nascondi qualcosa, 2018) ad eventi mondani.

L’omonima attrice spagnola
In ambito cinematografico è stata attiva un’attrice quasi omonima (tale Eva Robin) presente in produzioni spagnole sin dal 1976 in pellicole che sono state, spesso erroneamente (anche su imdb), attribuite alla più nota attrice transessuale. Alcuni dei titoli che non la riguardano (girati tra il 1976 ed il 1977 ) interpretati dalla Eva Robin ispanica sono, ad esempio, Desnuda inquietud / La nueva marilyn / Las camareras / El transexual / Dos hombres y en medio, dos mujeres / Me siento extraña / Virgo de visanteta.

Recensione da FilmTV