SHAKMA – MORIRE PER GIOCO

Il professor Sorensen ha un centro di ricerca e una pericolosa passione per i giochi. Una sera rinchiude nell’istituto i suoi giovani ricercatori insieme con il babbuino Shakma. Si tratta di un gioco di simulazione nel quale i ragazzi, con Sorensen che li guida con un walkie talkie, dovranno salvare la “principessa” Kim. Ma non ci vuole molto a capire che non è solo un gioco e che Shakma fa sul serio…

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Titolo originale: Shakma
Anno: 1990 I Paese: U.S.A.
Regia: Hugh ParksTom Logan
Attori: Christopher AtkinsAmanda WyssAri Meyers
 

Babbuini assassini?
Sì, esistono! Uno di questi è Shakma, “la scimmia assassina”. Un grosso babbuino che è stato utilizzato come cavia di un esperimento fallito, che, in seguito a questo esperimento, svilupperà una forza ed un’aggressività davvero fuori dal comune!
Shakma è un film tipicamente anni 80, periodo in cui valeva un po’ tutto, anche situazioni approssimative ed al limite del ridicolo che potevano tranquillamente giustificarsi grazie alla sola appartenenza a quegli anni. Per situazioni approssimative intendo, prima fra tutte, la giustificazione con la quale il capo di un grande laboratorio di esperimenti trattiene nel laboratorio, di notte dopo la chiusura, 5 o 6 dei suoi ricercatori che probabilmente vogliono far colpo su di lui ai fini di carriera: ovvero per fare un gioco di ruolo! Una specie di Dungeon and Dragons dal vivo se ho capito bene, in virtù del quale i ricercatori fanno una caccia al tesoro tra i vari piani (7 per la precisione) dell’immenso laboratorio, combattendo fittiziamente tra loro per stabilire chi per primo troverà la principessa e la salverà (salvarla da che cosa non si capisce. Ma ha poca importanza, l’importante è salvarsi dalla scimmia).
Il babbuino è di un’aggressività allucinante. Spacca, in tutti i sensi, spacca proprio tutto. La sua figura è decisamente inquietante, anche grazie a qualche inquadratura ravvicinata del suo muso da cui gronda sangue. Poi, quando si scaglia contro le porte per sfondarle (tutto vero, nessun effetto speciale) è una forza della natura! Ma quanto è cattivo?!?!
Per il resto, purtroppo, non funziona niente. La recitazione è dilettantesca, i dialoghi sono abbastanza cretini, in particolare le espressioni del protagonista quando sgrana gli occhi, vorrebbe forse interpretare il terrore, ma più che altro sembra interpretare un pesce palla fuori di senno che boccheggia fuori dall’acqua.
I personaggi si comportano nell’unico modo in cui delle persone anche minimamente raziocinanti in una situazione simile non si comporterebbero mai…si dividono, tu di qua e tu di là, non si armano, perdono tempo (emblematica la scena in cui il biondo protagonista raduna i cadaveri dei suoi amici in corridoio…ma perché? Che gli vuoi fare, pure il funerale?!). Diciamo pure che il babbuino, senza alcuna ombra di dubbio, è la creatura nel film con il più alto quoziente intellettivo.
Il film ti propone per un’ora intera le stesse scene, in cui i protagonisti – ovviamente separati, perché boh – passano da una stanza all’altra del laboratorio, per scappare dal babbuino inca.zzoso. Entrano in una porta e la chiudono, la scimmia la sfonda, allora vanno in un’altra stanza, ma il babbuino sfonda la porta, allora vanno nell’altra stanza, e il babbuino sfonda anche quella porta, allora provano un’altra stanza, ma il babbuino sfonda anche quella, allora vanno in un’altra stanza, e allora…e che palleeee! Ad un certo momento facevo il tifo perché li ammazzasse tutti.
Ma non voglio essere cattivo con questo film 🙂 E’ un animal horror, uno dei miei sottogeneri preferiti. L’avevo visto da bambino e la scimmia mi aveva letteralmente terrorizzato, poi il film è sparito…quindi, l’effetto nostalgia si è alquanto diradato per me, lasciando spazio, forse purtroppo, ad una maggiore obiettività.
Il film non è un granché e non mi sento di consigliarlo a chi non l’avesse visto o che non ami particolarmente il sottogenere degli animal horror. Anzi, lo sconsiglio proprio. Tuttavia, per gli altri è ok. Per chi sa apprezzare la tremenda aggressività di quel simpatico primate 🙂 e per un altro fatto: il finale, intendo dire gli ultimi venti minuti: il film si distacca dal tipico finale che tutti si aspetterebbero da un film come questo, prende una strada propria tutto sommato coraggiosa ed anche apprezzabile, che risolleva il film – ed anche il mio voto.

Recensione da Filmscoop.it