AMBITION WITHOUT HONOR

Tutto ha inizio quando un diciassettenne aspirante yakuza di nome Tetsuya (Yûta Sone) riesce a far fuori il boss di una famiglia rivale a quella a cui lui vorrebbe affiliarsi. Dopo esser riuscito nell’ onorabile impresa Tetsuya si fa i suoi 7 anni di carcere e dopo essere finalmente libero non vede l’ ora di riscuotere il suo premio: entrare nel clan a tutti gli effetti come uomo d’ onore. Durante questi anni però le due famiglie rivali che si contendono il dominio della città hanno stretto un patto di non belligeranza e l’affiliazione di Tetsuya potrebbe invero sembrare un atto di sfida non gradito ad una delle due parti. La reazione di Tetsuya a questo?

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Lingua:  SUB

Titolo originale: Jingi naki yabô
Anno: 1996 I Paese: Giappone
Regia: Takashi Miike
Attori:  Naoko AmihamaSaburô KitajimaShin’ichirô Mikami
 

Ambition Without Honour ovvero “I dolori del giovane Tetsuya”. Un direct-to-video del 1996 del mio amatissimo Takashi Miike. Un film che quest’ anno compie 24 anni e non li porta neanche tanto male a dire il vero. Un film che nonostante sia di 24 anni fa, è comunque il sedicesimo nella filmografia del maestro nipponico, avendolo girato all’ età di 36 anni.

Il titolo per chi non lo sapesse è un omaggio alla saga di crime movies Battles Without Honour and Humanity dell’ ancora più maestro Kinji Fukasaku conosciuto ai più per aver girato il capolavoro Battle Royale. La storia raccontata in questo film, è una godibilissima storia di gangster a metà tra il vecchio stile degli anni ’60 e il nuovo stile degli anni ’80. Le scene più care a noi maniaci di yakuza movies ci sono tutte: l’ uscita dal carcere con donna che corre con le braccia aperte, la scena dell’ affiliazione, la scena della vendetta finale. In questo film Miike riesce a tessere una nutrita rete di personaggi pressochè inutili per la trama ma molto significativi per condurre lo spettatore verso un viaggio umorale, tenendolo vicino alle speranze (e appunto ai dolori) del giovane Tetsuya.

La storia inizia in maniera molto classica con uno schema abbastanza prevedibile, se non che man mano che le sequenze scorrono, piano piano nello spettatore si inizia ad insinuare la sensazione che il tutto non andrà a finire affatto bene, quella sensazione che il fedele al maestro Miike conosce già, basta aver visto solamente Rainy Dog oppure Ley Lines per nasare aria di massacro. Non ritengo che quest’ opera sia una tappa essenziale nel capire e conoscere Miike, la vedo più un qualcosa per completisti che come me vanno a caccia di piccoli tesori. E questo è proprio uno di essi. Un piccolo tesoro. E poi la katana spacca.

P.S. E’ stato girato un seguito di questo film chiamato semplicemente Without Honour and Humanity 2 del 1997.

Scritto da Il Guardiano dello Zoo