NINJA LICENZA DI STERMINIO

Marshal Sears, a capo di una banda di moderni ninja, decide di allearsi con una potente organizzazione di trafficanti di droga con il folle proposito di conquistare il mondo

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Titolo originale: Ninja in the Killing Fields 
Anno: 1984 I Paese: Hong Kong
Regia: Godfrey Ho (accreditato come York Lam)
Attori: Stuart SmithLouis RothJane Kingsly 
 

Siamo di fronte ad un ottimo ninja-movie che York Lam (ovvero il mitico Godfrey Ho) confeziona sfruttando tutto il girato a propria disposizione. Sono almeno 4 i film che si possono individuare in questo lungometraggio straripante di personaggi, che continuano a comparire in scena all’improvviso fino alla fine del film: fra i più presenti nell’arco dei 90 minuti di pellicola abbiamo il malefico capo dei ninja dalla tuta rossa, un esperto di arti marziali dai clamorosi occhiali a fondo di bottiglia che vive da solo dentro uno stadio, la versione coreana del commissario Monnezza e l’immancabile personaggio Americano, clamorosamente somigliante al calciatore Michael Laudrup (ovviamente quest’ultimo non mancherà di essere sostituito in alcuni momenti topici da una controfigura Cinese).
Ci sono tutti gli elementi del ninja-movie à la Godfrey Ho: scene scollegate ed inutili che si susseguono senza un filo logico, il patetico tentativo di far combaciare la trama di 4 film diversi, numerose scene di combattimenti a mani nude girate da attori più incapaci del solito e, ovviamente, i ninja, che stavolta si configurano come una potente struttura organizzata di stampo camorrista.
Numerose le scene esilaranti: si va dall’incredibile investimento multiplo di un ninja-fantoccio a mirabolanti scontri a fuoco fra i ninja-mafiosi e l’esercito (?), nei quali il regista dà il meglio di sé immortalando persino la morte di due persone occidentali che ovviamente compaiono solo in quei due o tre fotogrammi (ve l’ho detto, qui si usa veramente tutto quello che c’è a disposizione).
Impossibile non citare, fra le altre, la scena in cui il sadico capo dei ninja punisce l’errore di uno dei suoi uomini trafiggendogli il cuore con un fischione sparato col bocchino da sigaretta.
Impreziosiscono il lungometraggio il fenomenale e rapidissimo movimento con le mani che i personaggi compiono per trasformarsi istantaneamente in ninja ed il duello finale, che vede il ninja Americano avere la meglio sul ninja rosso: clamoroso il manichino attaccato ad un albero usato per immortalare la morte del sadico capo-ninja!
Per concludere un cenno alla colonna sonora: come si è potuto osare inserire pezzi dei Joy Division e di altri gruppi che hanno fatto la storia del dark in questo troiaio di film?

Recensione da Filmbrutti.com


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