LA DONNA SCORPIONE

La bella poliziotta Eugenia (Maribel Guardia), vedova di suo marito anch’ esso agente di polizia, ha deciso di dedicare la propria vita alla lotta al crimine e nient’ altro. La sua tenacia e la sua aggressività nell’ adempiere il suo dovere le ha fatto guadagnare il soprannome di “Alacrana“, ovvero “Scorpiona“. Le viene assegnato un caso di pluri omicidio e il suo capo le dà un limite incredibile di pochi giorni per risolvere il caso, data la pressione che esercitano le alte sfere militari. Gli attori coinvolti in questi delitti sono tutti soggetti che ruotano attorno al mondo della fotografia e della prostituzione, hanno tutti infatti partecipato ad un film porno amatoriale ripreso dalla sorella di un antiquario, per dimostrare il libertinaggio della moglie (partecipante anch’ella al video) al proprio fratello. L’ antiquario, un fanatico religioso, impazzisce e comincia con la carneficina nel nome di Dio..

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Titolo originale: La Alacrana
Anno: 1986 I Paese: Messico
Regia: María Luisa AlcaláJosé Luis Urquieta
Attori:  Maribel GuardiaJorge LukeCarlos Ancira
 

Purtroppo ancora una volta siamo sedotti e abbandonati dalla copertina dell’edizione DVD che la Futurama ci offre, promettendoci questa volta un bagno di sangue. Ma anzichè un horror ci troviamo davanti un poliziesco già spoilerato dopo pochi minuti, neanche sufficienti a farci appassionare alla vicenda. In pratica si capisce subito chi sia il colpevole e tutto quello che ci rimane da fare è vedere come l’ agente Eugenia (nome orribile ma bella topa!) riuscirà a scoprire la verità. Tra l’ altro questa Eugenia è abbastanza una schiappa come poliziotta perchè durante il film spreca un sacco di tempo andando fino in fondo a piste sbagliate  malmenando gente innocente. Il sangue è distribuito col contagocce (quanto basta per citare/copiare la famosa scena della doccia di Psycho) e la tensione è un qualcosa che non è di questo mondo. Purtroppo, come abbiamo potuto constatare anche in Mission: Marihuana il regista José Luis Urquieta è stato cresciuto a pane e telenovelas sud americane, altrimenti non si spiegherebbe il piattume della regia e la mancanza generale di orrore durante le scene di omicidio e di morbosità durante le scene di sesso, che appaiono solamente in una sfuocata vhs dove non succede niente di che (e il “caso” ruota attorno a festini e orgie). Anche un Andrea Bianchi qualunque nei peggiori film di serie B italiani avrebbe fatto 100 volte meglio. C’è anche una scena di inseguimento automobilistico che manca totalmente e di mestiere e di fantasia creativa, Castellari copriti gli occhi per favore. Il film non sa veramente dove andare a parare e spesso questo causa un generale prolissità dei tempi che come recitava un vecchio spot tv: “me cala la palpebra”. Nonostante la Maribel Guardia sia convinta nella sua parte, tutto il film rimane uno scarso poliziesco per famiglie.

Scritto da Il Guardiano dello Zoo

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