THE BURNING MOON

Il film si divide in due episodi legati assieme da un filo conduttore rappresentato da un tossicodipendente che racconta storie dell’orrore alla sorellina.

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Lingua:  SUB

Titolo originale: The Burning Moon
Anno: 1992 I Paese: Germania
Regia: Olaf Ittenbach
Attori: Beate NeumeyerBernd MuggenthalerEllen Fischer 
 

Al suo secondo film Ittenbach,che come sempre cura gli effetti speciali ma si limita a recitare nel prologo(che cita “Arancia meccanica”),sceglie la strada del film a episodi.Un dittico basato sull’idea simpaticamente perversa di due fiabe atroci narrate a una bambina dal fratello tossico e teppista(interpretato appunto dal regista).La prima narra del classico assassino psicopatico alle prese con una donna più tosta delle altre sue vittime.Il gore è meno abbondante del previsto,ma la cura per le ambientazioni numerose(ospedali,ristoranti,flashback,scene in strada)e una trama resa il più possibile accettabile fanno si che la pesantezza non si faccia sentire molto.E gli effettacci splatter sono abbastanza curati,con qualche buon picco sadico.Finale meno truce del previsto.In generale fa pensare ai coevi thriller-horror di Lamberto Bava.Meno serioso e più spigliato di certo.Nella seconda passiamo a toni più blasfemi:un prete marcio che più non si può destinato nell’aldilà alle letterali pene dell’Inferno.Qui il gore torna a livelli alti.La storia è sempre ben strutturata,e le ambientazioni ben sfruttate.La prima parte è la migliore,tra gli efferati omicidi del prete e il massacro ai danni dell’emarginato innocente(davvero sadico).La seconda ci mostra l’accattivante passione del regista per gli scenari onirici,visionari,macabri e viscerali tipici dell’horror nostrano(Fulci in primis)e rimandi ad “Hellreiser”.Però la qualità degli effetti e delle scenografie è più sottotono rispetto al resto.E ci vuole un pò prima che si passi al supplizio del prete.Azzeccato il finale tragico per il tossico e la sorellina.Un altro soddisfacente esempio di trash-gore tedesco,con una marcia in più rispetto ad altri esempi terra-terra.Seguito dall’ancora più riuscito”Premutos”.

Recensione da Filmscoop.it