VAMPIRE GIRL VS FRANKENSTEIN GIRL

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In un tragico triangolo amoroso, Monami/Vampire Girl dà a Mizushima per San Valentino un cioccolatino ripieno del suo stesso sangue, trasformandolo così in un immortale. Il terzo lato del tiangolo è Keiko, che vuole Mizushima tutto per sé. Ne deriva quindi un combattimento, ma quando Keiko muore inavvertitamente cadendo dal tetto, suo padre Kubuki scienziato pazzo la riporta in vita mettendole alcune parti del corpo di suoi compagni di scuola che le permetteranno di sconfiggere Monami in una battaglia all’ultimo sangue.

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Lingua: SUB
Sottotitoli a cura di Bowling Ball Fansubs

Titolo originale: Kyuketsu Shojo Tai Shojo Furanken
Anno: 2009 I Paese: Giappone
Regia: Naoyuki Tomomatsu, Yoshiro Nishimura
Attori: Yukie KawamuraTakumi SaitohEri Otoguro
 


I giapponesi sono pazzi, ma noi ci siamo affezionati per questo.
Vampire Girl vs. Frankenstein Girl, il cui titolo originale è Kyûketsu Shôjo tai Shôjo Furanken, è un nuovo capitolo del nuovo filone art-splatter portato avanti da cose tipo Machine Girl (Kataude mashin gâru) e Tokyo Gore Police (Tôkyô zankoku keisatsu), e per la precisione è diretto da Yoshihiro Nishimura, regista di quest’ultimo e responsabile degli effetti speciali di tutti gli altri, e da quel Naoyuki Tomomatsu che svariati anni fa diresse l’interessante zombie school story Stacy (Stacy). Fosse per me starei tutto il giorno a copiaincollare nomi giapponesi. Ve lo risparmio per puro altruismo, ma permettetemene un altro paio:abbiamo una comparsata dell’indimenticabile Eihi Shiina di Audition, nonché un piccolo ruolo di contorno addirittura per Takashi Shimizu, il regista della saga di Ju-On/The Grudge. E che dire? La trama, che ruota attorno a un timido liceale conteso tra le ragazze poco normali del titolo, è un pretesto, un puro canovaccio, esattamente come per gli altri. Lo scopo è divertirsi a creare scenette surreali che sfidano/ignorano le leggi della fisica, della sintattica narrativa e perfino della morale. Pensate alla Troma (pure il budget sembra simile). A me è venuto da pensare anche a Crank 2. Anarchia, ritmo elevatissimo, camera impazzita, montaggio isterico, tocchi demenziali che non si fermano nemmeno davanti al pericolo di razzismo, e ovviamente sangue come uscisse dalle nuvole. Abbiamo parodie cartoonistiche tipo le gare di stagliuzzamento polsi, e soprattutto le incredibili “ganguro girls“, che estremizzano la loro perversa attrazione verso la razza afroamericana truccandosi come grottesche caricature di schiave zulù vestite Adidas, dedicandosi all’atletica e idolatrando Obama alla stregua di una divinità. È roba che mette alla prova i propri limiti accettabili del cattivo gusto. E quindi, decisamente non per tutti.
Però, da vero geniaccio, Nishimura azzecca più di una scena memorabile, come la pelle srotolata da un teschio come se fosse carta igienica, o i cinque minuti di danza sotto la letterale pioggia di sangue, praticamente tutti quelli con l’infermiera sexy e i vari omaggi a Re-Animator.
Al suo peggio, è roba offensiva e infantile (detto da me, rendetevi conto).
Ma al suo meglio è inventivo ed esilarante, nonché lo splatter elevato a vera e propria arte.
Personalmente l’ho sopportato meno di Tokyo Gore Police, che finora è il rappresentante del genere che ho maggiormente apprezzato, ma ho sentito anche opinioni opposte.

Recensione da i400calci


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