ROPPONGI SOLDIER

Washizu è un ex lottatore di kickboxing che lavora per un’agenzia di investigazioni private di Roppongi. La sua ultima cliente, moglie di un uomo d’affari in arresto, lo incarica di ritrovare un messaggio scomparso del marito, ma quado Washizu restringe le indagini a due donne le cose prendono una piega inaspettata…

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Lingua: SUB

Titolo originale: ?
Anno: 1995 I Paese: Giappone
Regia: Sato Toshihiro
Attori: Satoru Sayama, Itsumi Osawa, Hisao Maki
 

Ci si accorge di entrare nel settore Far East dai piccoli particolari. Gli ideogrammi accompagnano le scritte in inglese sulla velocipedivia, giganteschi cartelloni di Bruce Lee invitano a corsi gratuiti di Yoga e Kung Fu Interiore,la foggia degli avveneristici edifici conserva un arzigogolata sensibilità orientale.
Il colore delle divise di questo settore è giallo-oro.
Una minuscola ChinaTown occidentale in un piccolo mondo futuribile e sintetico.
Ad accoglierci davanti al palazzo delle scienze è Flowery Senchen , scienziato nippoAmericano famoso per aver posto le basi alla creazione della prima , e fino ad oggi unica, corteccia motoria  interamente artificiale e interamente funzionante. Nell’integrare e sintetizzare circuiti secondari, un gruppo di scienziati, tra i quali veniamo invitati, sviscera e visiona una pellicola rara e sconosciuta ai più. Si tratta di ROPPONGI SOLDIER del misterioso Sato Toshihiro.

 

Ken Wasizu (un sovrappeso Satoru Sayama… proprio l’originale Tiger Mask ,Lottatore del wrestling o, come lo si chiamava noi bimbi degli 80, Catch – pronunciandolo “kech”!- Giapponese, famosissimo in tutto il mondo,  conosciuto in Italia grazie a Toni Fusaro!!!) è un investigatore privato, titolare  dell’agenzia Imoarai -Zaka di Roppongi. Anni prima è stato un campione di kick boxing, soprannominato Ken Hero (purtroppo si..), ritiratosi imbattuto a causa dello shock ricevuto dell’aver ucciso un suo avversario. Ne ricorderà sempre la memoria girando vestito costantemente a lutto (ne deriva per lui l’esatto abbigliamento da Iena di Tarantino). Collabora con lui, la Segretaria personale-cartomante e il simpatico e dissacrante detective Moroboshi (Daisuke Nagekura).
Il protagonista Viene coinvolto dalla bella e misteriosa Aiko  (Itsuki Osawa) in un caso apparentemente semplice che molto presto si complicherà (e non solo per via di una sceneggiatura con più di qualche buco…). Si tratta di ritrovare una lettera che contiene una lista di potenti politici facoltosi coinvolti in un caso di corruzione, redatta dal marito Amahaya della bella signora, attualmente in carcere.Ma un efferato e perverso omicidio legato al caso cambia le carte in tavola al  buon Ken Washizu,(che è un investigatore un pò cazzone,che gioca d’azzardo, che non disdegna la patata ,che fa il cascamorto con un pò tutte le donne che vorticheranno intorno le sue indagini,)  si troverà a dover risolvere un rompicapo di difficile soluzione. Nonostante la panza  Washizu se la cava piuttosto bene nelle scazzottate, meno bene se la cava a gestire le belle donne che lo allontaneranno dalla verità… Arriveranno in suo aiuto pure due amici Americani, Jack e Betty (attori mai visti prima!) ed un collega lottarore di Kick noto Sabu per dare una mano nella difficile indagine, un cubo di rubik a più piani di lettura, dove sono le donne a fare da padrone.

Si tenta nel film di dare uno spaccato più o meno interessante delle perversioni intrighi e malattie della società altolocata di Tokio, in realtà si mette troppa carne sul fuoco, l’intento ed il senso generale diventa di difficile comprensione. Resta il dubbio che troppe cose non abbiano funzionato, soprattutto nel cercare di congegnare e amalgamare i frammenti divertenti e scanzonati con quelli più drammatici ed action. Si vorrebbe forse ottenere l’effetto ironico e sdrammatizzante alla City Hunter il manga, ma troppo spesso non ci si riesce, anche perchè, il protagonista, Satori Sayama quando vuole fare il guascone simpatico non è per nulla credibile, (ha la faccia di  Matteo Renzi, sindaco di Firenze, il che non depone bene…). Non possiamo definirlo un buon attore, anche se qualche spunto di simpatia e carisma ce l’ha( non per niente è il leggendario Tiger Mask I !!!),  era alla sua prima esperienza e non credo abbia avuto, dopo, modo di migliorare (anche perchè nel 1995, invitato dal mitologico Antonio Hinoki è tornato sul ring a combattere col nome di Tiger King!!!…chissà Mister Baba che fine ha fatto?..o mi sto confondendo??…). Se la cava meglio, come accennato, nelle scene action, dove, nonostante la sempre ballonzolante panza, ci delizia con interessanti mosse di lotta, parate, schivate e pugnoni ed un bellissimo Tiger Front Kick!!!

Più in palla ci sembra Daisuke Nagegura nella parte del detective Moroboshi, simpatico nel denigrare il  capo Washizu per via del suo atteggiamento e abbigliamento funereo,  molto carismatico.
Il regista è tale Sato Toshihiro che a meno di non trovarci dinnanzi ad uno pseudonimo ha diretto solo questo film ( e come per Satori.. meno male direi…). Parassita il film di un’estetica  pop- fluo e plasticosa early 90 alla Melrose Place o Baywatch o altre serie teen ammiccanti ma con tematiche adulte, doppi sensi, schiaffi e palpate. Ma non fa tutto schifo: c’è una scena, tanto bella quanto stonata con la mediocrità del film, che  partendo visivamente come un omaggio alla “Doccia di hitchock” ne da una interpretazione un pò più sanguinaria e sanguinolenta, che ricorda la verve di Dario Argento nei suoi primi film, conservando però il thrill dell’originale.
Questo è praticamente  l’unico alto di un film con molti bassi.

La figura più importante di questo film è , strano a dirsi, lo sceneggiatore produttore: Hisao Maki.
Fratello minore dello sceneggiatore del manga Uomo Tigre, esperto di arti marziali, attore , autore di moltissimi manga di genere Gekiga e romanzi popolari, presidente della sua casa cinematografica la MAKI PRODUCTION, nata con il proposito di lanciare il filone action/Mafia/Yakuza in tutto l’universo mondo del cine. In effetti la sua casa di produzione ha avuto non solo il merito di  portare elementi dei Gekiga (tematica yacuzodelinquenziale) nel grande schermo , ma anche quello di avere lanciato un mucchio di giovani registi che  cambieranno, di lì a pochi anni,  il corso della cinematografia nipponica: gente del calibro di Takashi Miike (in Silver, con la saga di  Family e coi  Bodyguard Kiba…)o Sho Aikawa o Reiki Takeuchi. Roppongi Soldier stesso è un manga  di Maki che ebbe un buon successo . Ciò non bastando , sappiate che a Maggio del 2011 sono iniziate le riprese di un film che lo vedra dietro la macchina da presa a dirigere un film su (indovinate?) L’Uomo Tigre, (la sua deve essere una fissazione..) stiamo a vedere cosa viene fuori…

Tornando a Roppongi Soldier, Un b-movie con tutte le pecche di essere un born to lose, ma con un piglio da manga hard-Boiled (grazie alla scrittura) e per questo si passa un ora e mezza scarsa abbastanza liscia, con i sobbalzi di sceneggiatura di cui si è parlato.
Lasciamo perdere le musiche per carità, un accozzaglia pop rock in salsa nipponica stucchevole.
Inspiegabilmente vietato ai minori di 18 anni,. Sesso?? nulla, qualche nudo qua e là assolutamente non sconvolgenti, qualcosina di fetish ma si sa che i Jappo vanno matti per alcuni feticismi. Violenza?: a parte la scena Hitchiocchiana niente di così ecclatante (s’è visto peggio,deh?).

Fuori dal palazzo delle scienze del settore Far East ci investe una tiepida brezza che spira all’imbunire. Il tramonto è sempre un esperienza densa su Nuova Avalon, ed ogni settore riesce ad essere caratteristico nelle colture degli anelli periferici. Peschi, mandorli e mandarini riempiono l’aria tiepida di dolci promesse, le ricerche stanno dando i lori frutti e siamo molto vicini al risultato. I dati devono essere mandati al palazzo conduttore, dove verranno elaborati. pensiamo al momento in cui anche noi avremo accesso, ci domandiamo, perchè tutta questa segretezza ??

Recensione da Cinematografiapatologica


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