CLOWNHOUSE

Tre fratelli, lasciati soli il venerdì sera, si recano al circo. Casey è il più piccolo; non si diverte molto, anzi è impaurito dai modi insinuanti dei clown. Randy, il più grande dei tre, lo prende in giro, ma avrà di che pentirsene. Ben presto si accorgerà che il piccolo Casey aveva ben ragione di essere terrorizzato: qualcuno o qualcosa di terribile si nasconde nelle ombre notturne della periferia.

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Titolo originale: Clownhouse
Anno: 1978 I Paese: U.S.A.
Regia: Victor Salva
Attori: Nathan Forrest WintersBrian McHughSam Rockwell 
 

Film d’esordio del regista horror famoso soprattutto per Jeepers Crepers, e noto per riempire le sue storie giovanili intrise di orrore e paura, dei disagi giovanili dell’adolescenza, dell’erotismo multidirezionale ed incontrollato tipico di un’età indirizzata alla scoperta della propria identità sessuale da parte degli spesso giovani, se non giovanissimi protagonisti che abitano le vicende di sangue che egli tende sempre a raccontarci.

Clown House è stato pure il film che ha messo in guai seri il regista, Victor Salva, finito in carcere con l’accusa di molestie sessuali ai danni del più giovane dei tre attori protagonisti.

Ma questa è un’altra vicenda, estranea o comunque poco attinente alle finalità e alle argomentazioni di questo sito di cinema, seppur intensamente legata alla pellicola, sulla quale comunque, e secondo me più opportunamente, preferisco concentrarmi.

Lasciati soli dalla mamma in visita ad una parente, e col padre all’estero per lavoro, tre fratelli adolescenti di tre età differenti si apprestano a trascorrere in libertà tutta una notte. La madre esige solamente che tutti e tre restino assieme e loro, approfittando del ritorno come ogni anno di un circo in città, si apprestano a recarvisi, nonostante il più piccolo dei tre nutra un forte risentimento nei confronti delel rappresentazioni circensi, spaventato soprattutto dalla fisionimia perennemente ghignate dei pagliacci.

Caso vuole che tre pazzi ospitati in un vicino manicomio, evadano e si rifugino proprio nei camerini di quel circo. Dopo aver uccido tre clown, essi ne assumono le sembianze e cominciano a mietere vittime lungo tutta la notte, eliminando indiscriminatamente tutti coloro che incroceranno le loro strade.

Inevitabilmente i tre folli si troveranno di fronte ai tre ragazzi, soli ed impauriti, pur senza ammetterlo, all’interno della loro grande casa indipendente.

Sarà dura sopravvivere, e resistere alla tentazione di non ammettere le proprie paure ed i propri timori di fronte agli altri fratelli.

Una notte da incubo post-Halloween (la festa macabra è appena trascorsa, tanto che i fratelli hanno ancora un manichino impiccato dinanzi all’albero), e un’avventura con la quale ogniuno dei ragazzi imparerà un poco a crescere.

Salva si innamora, anche un pò morbosamente, dei suoi personaggi, e ama riprenderli nei loro goffi atteggiamenti disincantati alal scoperta ognuno della propria sessualità e delle proprie tendenze.

Il film non ha nulla a che vedere con i capostipiti dell’horror carpenteriano nè con i personaggi creati dalla fantasia malata di Stephen King, ma si lascia guardare fornendo qualche occasione di buona e sana suspence, e fornendoci un nuovo ritratto adolescenziale che funziona, morboso o meno che lo si voglia considerare.

Tra gli interpreti scopriamo un giovanissimo, già un pà esagitato e scalmanato Sam Rockwell

Recensione da FilmTV