IL SEGRETO DELL’UOMO ELETTRICO

La tragica morte del proprietario di un locale notturno – l’uomo è stato trucidato a colpi di baionetta – si riallaccia ad un oscuro episodio della seconda guerra mondiale. Tsukamoto – questo è il nome della vittima – insieme agli attuali soci (che corrono il rischio di fare la stessa fine) aveva tentato di uccidere il professor Niki e il caporale Sudo per impadronirsi di un quantitativo d’oro. In realtà il soldato e lo scienziato erano scampati alla morte grazie ad una macchina che smaterializza e teletrasporta la materia a distanza. Sudo ha continuato a servire Niki impegnato al perfezionamento dell’invenzione con l’unico proposito di servirsene per vendicarsi. Trasformandosi in un “uomo elettrico”, incorporeo, Sudo può adesso colpire coloro che lo tradirono avendo la certezza di agire impunemente.

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Lingua: SUB 
sottotitoli a cura di Godzilla-Italia

Titolo originale: Denso Ningen
Anno: 1972 I Paese: Giappone
Regia: Jun Fukuda
Attori: Kôji TsurutaYumi ShirakawaSeizaburô Kawazu 
 

Inedito in Italia, è il secondo capitolo della “Trilogia dei mutanti” targata Toho, che comprende il precedente Uomini H (Bijo to Ekitainingen, 1958) e il successivo Una nube di terrore (Gasu ningen dai ichigo, 1960), entrambi di Ishiro Honda che, in realtà, avrebbe dovuto dirigere anche questa pellicola, salvo poi dedicarsi a Inferno nella stratosfera (Uchu daisenso, 1959), la cui realizzazione era stata ritardata a causa della produzione di The Three Treasures (Nippon tanjo, 1959).
Al suo posto, la Toho sceglie Jun Fukuda, al suo esordio in cabina di regia di un fantascientifico, che in precedenza era stato assistente di Honda in Rodan il mostro alato (Sora no Daikaiju Radon, 1956) e che in seguito avrebbe diretto ben 5 film di Godzilla.
Tutti e tre i film, benché non abbiano elementi di continuità, condividono il tema della mutazione umana generata da esperimenti scientifici o da esposizione a radiazioni.
Sebbene non siano considerati come facenti parte della serie, Invisible Man (Tomei ningen, 1954), il primo sci-fi prodotto dalla Toho e inedito al di fuori dei confini del Giappone, di Motoyoshi Oda, l’anno seguente alla regia de Il re dei mostri (Gojira no gyakushu, 1955), è stato fonte di ispirazione per la trilogia, mentre Matango il mostro (Matango, 1963) ne è per certi versi un successore spirituale, essendo anch’esso diretto da Honda.

Recensione da Godzilla-Italia