THREE ON A MEATHOOK

Un allegro e disinibito gruppetto di ragazze in vacanza si ritrova con l’auto in panne nel bel mezzo di una zona rurale del sud degli States. Un ragazzo, di nome Billy, che vive nel luogo gli offre un passaggio e le ospita in casa sua. Sarà l’ultima notte delle giovani che verranno crudelmente massacrate da un misterioso assassino. Il padre di Billy accusa il giovane di aver ucciso le ragazze in stato di trance.

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Lingua:  SUB
Sottotitoli a cura di Francesco Vecchi (SubItaFrancescoVecchi)

Titolo originale: Three on Meathook
Anno: 1972 I Paese: U.S.A.
Regia: William Girdler
Attori:  Charles KissingerJames Carroll PickettSherry Steiner
 

Veramente una perla da scoprire questa pellicola americana che grida anni ’70 dal carattere rivoluzionario nel soggetto e nella sua essenza. Prendendo spunto dalle vicende dei serial killer statunitensi, Il film rivolta il concetto di classica famiglia americana come un calzino dando forse il là a quella che ne diverrà la più celebre e feroce critica ovvero Non Aprite Quella Porta, uscito  appena un anno dopo. Non è solamente questo l’ unico elemento di similitudine con la celebre pellicola firmata da Tobe Hooper, entrambe le storie infatti sono dichiaratamente state ispirate dagli episodi di cannibalismo del serial killer Ed Gein.

Veramente un peccato che Three on a Meathook non abbia avuto neanche un respiro internazionale. Sembra che lo faccia apposta ma è proprio il serial killer Ed Gein che collega con un filo rosso sangue questo film ad un’ altro che non può non venire in mente durante la visione, parlo del capolavoro di Alfred Hitchcock: Psycho, ove un figlio a dir poco psicotico impersonifica la madre che gli dice di uccidere. In questo film non è proprio così ma sicuramente il padre come scoprirete non è uno stinco di santo. Passiamo ora ad un livello più tecnico. Parliamo indubbiamente di una pellicola con pochi attori che sembra fatta tra amici tuttavia per quanto assurda sia la vicenda narrata, in linea generale ottiene una sua credibilità (soprattutto se confrontata a certe pagine di cronaca anche nostrane) grazie ad una recitazione disinvolta e naturale. Gli effetti sanguinolenti ci sono anche se per i miei gusti sono ancora un po’ acerbi, lo splatter è ancora a di là da venire. Una menzione particolare alla colonna sonora, il vero elemento che rende speciale questo film. Motivi blues dal carattere afro ci portano in un viaggio negli anni ’70 tanto che sembra di essere in una di quelle bettole dove il protagonista si va a rovinare.

La fotografia granulosa è qualcosa che amo e l’ eccessiva oscurità in alcuni punti addirittura pare dare un valore aggiunto. I dialoghi sono scarni ed essenziali e questo aspetto l’ ho apprezzato molto, vale veramente la pena di vedere questa pellicola in lingua originale poichè nessuno si è degnato di doppiarla.Per concludere voglio fare un piccolo plauso al regista (che firma anche la sceneggiatura) William Girdler che con questo film e con Asylum of Satan ha inaugurato la sua fulgida quanto breve carriera, il regista è infatti morto prematuramente nel 1978 all’ età di 31 anni. Sono pronto a recuperare altre sue pellicole, vi invito a visionare questo film e a fare lo stesso!

Scritto da Il Guardiano dello Zoo