MUKURO TRILOGY

Nel primo cortometraggio (Apartment Inferno) due “spazzini” di cadaveri portano la vittima di un loro cliente in un box dove i due lavorano. Il neo assunto però non sa che nel box troverà una persona molto strana. Nel secondo corto (Sweet Home Inferno) la figlia di una famiglia modello viene scambiata per una posseduta e, grazie ad un sedicente santone, la famiglia intera cerca di esorcizzarla. Nel terzo corto (Just Like a Mother) una madre e una figlia si dividono ma mantengono una relazione epistolare, quando la madre sparisce la figlia si mette in cerca della genitrice, quello che trova è davvero spaventoso.

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Lingua: SUB /
(opzionabili)

[la visione è riservata ad un pubblico maturo]

Titolo originale: Apartment Inferno / Sweet Home Inferno / Just Like a Mother
Anno: 2015 Paese: Giappone
Regia: Katsumi Sasaki
Attori: Kazuki Kawakami, Yuta Hirai, Akari Nomura, Anju Morita, Soichiro Yoshimoto
 

Trittico ultragore nipponico, che emerge dall’underground per la sua imponente caratterizzazione estrema. I tre cortometraggi sono scollegati fra loro, uniti solo dalla componente brutale. Esteticamente è molto bello, fotografia, regia, effetti speciali…tutto ciò è quasi meraviglioso. Ma purtroppo è insoddisfacente per la breve durata dei corti, per le trame inafferrabili perchè misere, e soprattutto per l’assurdità di alcune scene che fanno sfociare un film morboso e malato in un similtrash.

Comunque non manca quasi nulla: stupri, evirazioni, amputazioni, smembramenti e una perenne ironia, anche e soprattutto quando non è il caso.

In definitiva rispetta la tradizione exploitation nipponica anni 80-90, non dimentica soprattutto l’infame saga All Night Long, che cita diverse volte, non manca l’ignobile secondo capitolo di Guinea Pig, per non parlare della citazione, non troppo riuscita, a Maniac di William Lustig che comunque fa sempre piacere. Spero in un lungometraggio vero da parte di questo regista che ne farà vedere delle belle. Sicuro l’estremo nipponico è più interessante e meglio curato di quello occidentale.

Scritto da Cinemerda


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