VAHSI KAN (RAMBO TURCO)

Kan Riza (traduzione di John Rambo) arriva in un paese scortato da dei militari. Sulla sua strada, in mezzo ai boschi (ma perchè mai due militari lo scortano a piedi in mezzo ai boschi?) si imbatte in una fanciulla la cui famiglia è stata sterminata da un malvagio e dai suoi servitori zombi (!) per non far testimoniare il padre a un processo, probabilmente lo stesso a cui era diretto Riza. Quest’ultimo, aggredito da una banda di motociclisti, viene ferito e si getta da una rupe, iniziando la sua fuga nei boschi. Si scopre che Riza ha un conto in sospeso con un signorotto locale…

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Lingua:  SUB 
sottotitoli a cura di Hywel

Titolo originale: Vahsi kan
Anno: 1983 I Paese: Turchia
Regia: Çetin Inanç
Attori: Cüneyt ArkinEmel TümerHüseyin Peyda
 

Una delle più clamorose operazioni cinematografiche mai viste! Tutti voi conoscete probabilmente il Rambo turco, alias Korkusuz. Quello che forse non sapevate era che il regista Cetin Inanc ha realizzato ben due Rambo turchi, ispirati rispettivamente al primo e al secondo film della saga di Stallone! Fortunatamente, non esistendo una continuity, abbiamo potuto recensirli in ordine sparso; prima Korkusuz, e ora Vahsi Kan. E chi è il protagonista di Vahsi Kan? Cuneyt Arkin, idolo delle folle e degli amanti dei B-movies, il Chuck Norris della Turchia!
Recensire un remake turco è sempre divertente e facile, perchè basta elencare che cosa c’è che fa ridere al suo interno. Partiamo da Arkin: il suo nome è garanzia di comicità, e nemmeno qui ci delude: smorfie esilaranti, recitazione pedestre, salti e zompate a caso per tutta la pellicola e urlacci da ninja anche quando non sarebbe strettamente necessario. Come in tutti i film, il suo personaggio è invincibile, invulnerabile a proiettili e coltellate. Aggiungiamo che la prima parola viene da lui pronunciata al minuto 31, e che quindi tutto il film è affidato in sostanza alla sua bizzarra mimica facciale! Un applauso va al reparto audio, che rispolvera il meglio del repertorio trash turco: ogni pugno\calcio\botta è reso con dei colpi di arma da fuoco pesante, i rumori sono sovrapposti senza alcun costrutto (veramente insopportabili i cinque minuti di arrivo dei motociclisti con un sottofondo confuso e non sincronizzato) e le musiche copiate: il tema di Rambo viene qui usato per sottolineare i momenti amorosi tra Arkin e la squinzia di turno. La parte del leone (a livello di inettitudine, ovviamente) spetta comunque alla realizzazione tecnica della pellicola: inquadrature di flashback inclinate di novanta gradi, immagini di repertorio malamente sovrapposte al resto del film, fantocci inverosimili gettati giù da rupi a simulare le cadute dei personaggi, dialoghi sconnessi (“è una lotta tra il bene e il male”, ricordiamo che Arkin ripete questa frase in ogni film), personaggi privi di senso (i già citati zombi, davvero buffissimi, non si capisce come mai il regista li abbia inseriti!), Arkin travestito da fogliame che colpisce un cattivo alla testa e questo si massaggia il collo, morti ridicole. In due parole: un remake turco. Sottolineiamo che il film è sì stato visto in lingua originale, ma sottotitolato in italiano: quindi, le castronerie di sceneggiatura non ce le siamo inventate o le abbiamo dedotte, ma sono certificate.
Cetin Inanc e Cuneyt Arkin: la coppia cult del cinema turco!

Recensione da CineWalkOfShame


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