IL CANE E IL POLIZIOTTO

Jake Wilder, uno sbirro di quelli tosti, vuol far luce sulla morte del vecchio amico e collega Lou Swanson, ucciso mentre stava investigando su alcuni attentati esplosivi ai danni di un complesso residenziale di San Diego. A coadiuvare Jake c’è un partner un po’ particolare: un pastore tedesco di nome Reno…

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Titolo originale: Top Dog
Anno: 1995 I Paese: U.S.A.
Regia: Aaron Norris
Attori:  Chuck NorrisMichele Lamar RichardsErik von Detten
 

L’abisso esistenziale di Chuck Norris.
A partire dall’umiliante titolo italiano, questo film rappresenta la distruzione del mito del poliziotto sudicio, sgarbato, risoluto, solitario, che abita in una casa-discarica e che si cambia d’abito una volta all’anno. Ebbene, un Norris quasi del tutto edulcorato (anche se lui a proporre il suo personaggio ci prova eccome…) si vede affibbiare un compagno a quattro zampe che fa un po’ come cavolo gli pare ed è costretto ad imbarazzanti smancerie nei confronti dell’anziana madre (sì, esiste la mamma di Chuck Norris!) subendo addirittura l’onta di ricevere dall’amata vecchietta l’indizio giusto per risolvere il caso mentre lui brancola nel buio.
L’evidente imbarazzo di Norris si trasmette allo spettatore, che stenta a credere come il rude sbirro che ha sconfitto Vietnamiti e Cubani si faccia mettere i piedi in testa da tutti, ma è necessario farsene una ragione per poter apprezzare comunque alcuni ottimi spunti trash.
Anche se i nemici non valgono un granché, visto che il sedicente gruppo di supremazia bianca che intende risolvere i problemi della nazione con “un’esplosione” si rivela essere composto da emeriti idioti senza carisma, Chuck si produce comunque in mirabili calci volanti dalle conseguenze spesso esagerate (vedasi la tettoia che crolla affossata dal cattivo colpito alla pancia…) e la scena, ricca di azione in pieno Norris style, dell’assalto dei killer vestiti da pagliacci vale da sola la visione del film. Peccato che a queste notevolisime maranzate facciano da contraltare le scene in cui il cagnetto, che tra l’altro cambia taglia di continuo rivelandosi a volte gigantesco ed a volte mignon, sgomina da solo qualche cattivone. Visto che il target della pellicola è molto più giovane del solito, il pulcioso essere quadrupede si rende protagonista di sketch alla Wile Coyote, oltrepassando ogni limite di accettabilità quando, manovrando una leva, fa cadere una cassa in testa ad un cretino armato di pistola che non ci risparmia lo svenimento con tanto di occhi incrociati (nemmeno fossimo in Mamma ho perso l’aereo…). Davvero puerile è poi la trama investigativa: Norris capisce il luogo, ben più che ovvio, in cui i neonazi tentano la strage solo quando trova un’agenda con tanto di foto con didascalia stile “sì, lo facciamo qui…”.
Il finale promette abbastanza bene, con lo scontro a fuoco e la bomba da disinnescare nella macchina in cui vengono chiuse le autorità religiose che presenziano all’evento per la concordia interraziale, ma si sente terribilmente la mancanza di un cattivo di valore che possa misurarsi degnamente con Chuck.
È un vero peccato che un soggetto potenzialmente interessante come questo sia stato sviluppato in un film per la famiglia, ma il vero sconforto, il vero colpo letale alla dignità di un mito è vedere Chuck Norris con addosso un paio di mutandoni coi cuoricini mentre parla con un cane!

Recensione da Filmbrutti.com


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