FASE IV: DISTRUZIONE TERRA

Misteriose energie e campi magnetici provenienti dallo spazio hanno causato delle mutazioni nelle formiche di una colonia in Arizona. Le nuove formiche sembrano estremamente intelligenti e si adattano rapidamente. Sono aggressive e dominanti. Due studiosi sono inviati dall’Istituto nazionale di ricerca a studiare questo preoccupante fenomeno. L’equipe è composta da James R. Lesko e Ernest D. Hubbs, arroccati in un laboratorio tra computer e provette, costretti ben presto a confrontarsi con l’incredibile balzo evolutivo delle formiche…

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Titolo originale: Phase IV
Anno: 1974 I Paese: U.K., U.S.A.
Regia: Saul Bass
Attori:  Nigel DavenportMichael MurphyLynne Frederick 
 

Tra i risultati più alti della fantascienza degli anni Settanta, con un fertile intreccio di suggestioni distopiche e apocalittiche, Fase IV: distruzione Terra mette in scena la genesi di un nuovo equilibrio planetario, di una nuova forma di convivenza tra uomo e natura, ipotizzando una possibile forma di socialismo globale. Intenso, lucidissimo, il primo e purtroppo unico film diretto da Saul Bass riesce a essere rigoroso come un testo scientifico quanto ipnotico e lisergico.

Designer di assoluto valore, entrato di diritto nella storia del cinema grazie alle collaborazioni con Preminger, Hitchcock, Kubrick e Scorsese, il newyorkese Saul Bass non ha avuto molta fortuna come regista, nonostante l’Oscar per il documentario breve Why Man Creates (1968) e le nomination per i cortometraggi Notes on the Popular Arts (1978) e The Solar Film(1980). L’insuccesso commerciale di Fase IV: distruzione Terra ne ha limitato le ampie potenzialità estetiche e narrative, costringendolo a ripiegare verso lidi creativi più sicuri. La sua opera prima, rimasta purtroppo anche unica, era ed è probabilmente troppo autoriale, matura, visivamente raffinata, fin dalla scelta di avvalersi delle riprese dal taglio documentaristico e via via visionario di Ken Middleham.

Tra i risultati più alti della fantascienza degli anni Settanta, con un fertile intreccio di suggestioni distopiche e apocalittiche, Fase IV: distruzione Terra mette in scena la genesi di un nuovo equilibrio planetario, di una nuova forma di convivenza tra uomo e natura, ipotizzando una possibile forma di socialismo globale. Parente strettissimo della science fiction ambiziosa di 2001: Odissea nello spazio, il film di Bass rielabora le psicosi della fantascienza cinematografica degli anni Cinquanta, liberandosi dalle prevedibili e spesso grossolane dinamiche dei mostri giganti, delle invasioni aliene, dello spauracchio comunista, della spettacolarità spassosa e un po’ baraccona dei nuclear monster movie.
Impossibile non pensare ad Assalto alla Terra (1954) di Gordon Douglas, un classico dei big bug film. Fase IV cambia totalmente prospettiva, scegliendo il punto di vista dei minuscoli insetti, caratterizzando “positivamente” la loro mutazione, affidando a queste nuove e senzienti formiche le sorti di un pianeta probabilmente migliore, finalmente liberato dal giogo di un’umanità cieca e sorda alle necessità della Natura, della sopravvivenza di chi è altro.

Rielaborando e rovesciando il punto di vista sui consueti contenuti politici di molta fantascienza statunitense, Bass e lo sceneggiatore Mayo Simon (Abbandonati nello spazioFutureworld – 2000 anni nel futuro) teorizzano una definitiva vittoria del socialismo, affidando agli insetti e alla loro presa di coscienza un ruolo altrimenti impossibile per l’uomo. Alla flebile intensificazione tecnologica del genere umano, rappresentato dai poli opposti Hubbs (Nigel Davenport) e Lesko (Michael Murphy), Fase IV contrappone lo sviluppo esponenziale e inarrestabile degli insetti: sono le formiche il veicolo della “mente alveare” de I figli di Medusa di Sturgeon, mentre a Lesko e alla giovane Kendra è riservato il ruolo di novelli Adamo ed Eva.

Il grido rabbioso e disperato di George Taylor/Charlton Heston nel finale de Il pianeta delle scimmie, l’ultimo uomo come mostro/leggenda di 1975: occhi bianchi sul pianeta Terra, l’impassibilità inquietante e terribile del pistolero Yul Brynner ne Il mondo dei robot, il tracollo psicologico dello scienziato Ernest D. Hubbs e la lucidita della formica gialla in Fase IV: distruzione Terra: Bass e Simon riassumono perfettamente, condensandole in soli ottantaquattro minuti, le speculazioni politiche e filosofiche della fantascienza distopica e apocalittica, scegliendo un registro antispettacolare e sposando suggestioni visive e cromatismi affini alla videoarte. Le sonorità elettroniche e strumentali e la ricerca costante di forme geometriche, asettiche e rigorose, hanno probabilmente contribuito all’insuccesso commerciale di Phase IV, ma hanno ulteriormente impreziosito la magistrale opera prima di Saul Bass.

Recensione da Quinlan.it


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