A KITE

Tutta la vicenda ruota attorno ad una studentessa di nome Sawa, un’adolescente carina rimasta improvvisamente senza genitori; questi sono difatti rimaste vittime di un sanguinoso duplice omicidio. Sawa si trova così costretta a cercar una nuova casa; assiste ad un litigio tra un uomo furibondo ed una vecchietta e senza pensarci troppo ammazza l’uomo. Gli investigatori della polizia iniziano ad indagare sul delitto; tra i quali vi sono anche Akai e Kani, che iniziano a prendersi cura di lei. Akai instaura anche una relazione sessuale sadomaso con Sawa, costringendola a diventare la sua schiava sessuale privata. Gli investigatori corrotti cercano poi di farla uccidere da uno stupratore di ragazzine; lei si salva e scappa. Incontra Oburi, un giovane assassino, e rapidamente instaurano uno stretto legame. Grazie a questa relazione la ragazza recupera lentamente la forza emotiva necessaria per combattere i suoi persecutori.

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Titolo originale: A Kaito
Anno: 1998-2000 I Paese: Giappone
Regia: Yasuomi Umetsu
Attori:  Konami YoshidaKinryû ArimotoKôsuke Okano 
 

Yasuomi Umetsu, noto character designer e animatore di varie opere degli anni ’80 e ’90 fra cui Megazone 23 Part IIRobot CarnivalGatchaman e Cool Devices, esordisce alla regia nel 1998 con l’OAV Kite, di cui cura anche la sceneggiatura e, ovviamente, il character design. È una storia controversa e dal sapore pulp, intrisa di violenza e di sesso, di quelle che scatenano polemiche (tanto da essere considerato illegale in alcuni paesi, fra cui la Norvegia, con l’accusa di essere un prodotto pedopornografico) ma riescono anche a conquistare le attenzioni di Hollywood, tanto da essere apprezzata da Quentin Tarantino e da ricevere nel 2014 un adattamento live action con Samuel L. Jackson.

Sawa, rimasta orfana a dieci anni in seguito all’omicidio dei genitori, vive con un poliziotto, Akai, che abusa sessualmente di lei e lavora come assassina, uccidendo criminali e poliziotti corrotti. L’incontro con Oburi, suo coetaneo e anche lui killer, porterà alla nascita di un rapporto via via più stretto e della forza necessaria per ribellarsi al suo aguzzino, ma vendicarsi e sfuggire a chi vorrebbe morti i due ragazzi non sarà facile. È interessante notare che Umetsu “ricicla” l’idea di fondo della sceneggiatura dell’episodio 7 della serie OAV hentai Cool Devices, a cui aveva lavorato come character designer e animatore: anche lì troviamo una ragazza sottomessa sessualmente dal suo patrigno, un trafficante di droga.

In 60 minuti, Umetsu dimostra tutto il suo talento. A livello tecnico, Kite è un prodotto più che buono: il character design di Yasuomi Umetsu è indubbiamente di qualità e sa rendere perfettamente qualsiasi personaggio, dalla protagonista (di cui esalta la sensualità, ma dopotutto Umetsu non è estraneo alle produzioni erotiche) al grottesco compare di Akai, le scene d’azione sono concitate e la colonna sonora a base di brani dal sapore jazz ben si sposa con esse. Il regista non si preoccupa di realizzare qualcosa che sia politically correct, così abbondano le scene splatter (complice anche l’escamotage narrativo di far usare a Sawa letali proiettili che esplodono una volta nel corpo delle vittime) e Umetsu non ha paura di insistere nella rappresentazione cruda, diretta, esplicita degli abusi sessuali di Akai sulla protagonista che vi si abbandona docilmente, resti tanto più disturbanti dal fatto che la ragazza sia minorenne. Quest’ultimo elemento, se da un lato è un tratto caratteristico del regista, dall’altro ha condannato Kite a essere etichettata come un’opera erotica, un hentai, e a far passare in secondo piano i suoi meriti. Esiste anche un’edizione senza scene di sesso, la “Original Version”, ma è chiaro che il dramma di Sawa ruota anche attorno alle sevizie del tutore ed eliminandole la storia perde molto.

Kite sa essere coinvolgente, disturbante, emozionante ed esaltante dall’inizio alla fine, ma non è solo pura e frenetica azione, visto che alterna sparatorie sanguinarie e momenti più riflessivi. Una vera perla poi il finale, che lascia all’immaginazione dello spettatore il destino di Sawa. Non è ovviamente un’opera per tutti: gli stomaci delicati e quanti troverebbero di cattivo gusto scene di sesso così esplicite (per di più su una minorenne) sono avvertiti!

Scritto da STAIRWAY90 [Animeclick.it]

Grazie a: Gionatan Marra


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