SPACE ADVENTURE COBRA

Jane Flower è una cacciatrice di taglie alla ricerca di un pericoloso criminale: Cobra, un famigerato pirata spaziale con una psychogun installata nel braccio sinistro e una taglia di sette milioni sulla testa. Braccata dalla Gilda dei Pirati che spadroneggia per la galassia, Jane si ritrova fra i piedi un uomo che le fa la corte e dice di essere proprio Cobra, anche se non gli somiglia per niente. Inizialmente infastidita da questo strano personaggio, Jane scoprirà che in realtà si tratta proprio di Cobra, che per sfuggire alla Gilda ha cambiato faccia scomparendo dalla circolazione per diversi anni. Facendo leva sul suo fascino, Jane convince Cobra ad aiutarla a salvare sua sorella Catherine dal luogo in cui è tenuta prigioniera.

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Titolo originale: Cobra Gekijoban
Anno: 1982 I Paese: Giappone
Regia: Osamu Dezaki
Attori: Shigeru MatsuzakiAkiko NakamuraToshiko Fujita
 

Il pirata spaziale Cobra
Basato sull’omonimo manga di Buichi Terasawa, “Space Adventure Cobra” è quella che si potrebbe definire una space opera, caratterizzata da uno stile psichedelico e tutti gli stereotipi tipici della fantascienza anni ’70: androidi, strani alieni, veicoli fantascientifici dal gusto decisamente retrò, immense metropoli luccicanti e perfino discoteche spaziali. Come tutti i lavori di Terasawa, il film è altamente influenzato dai classici della fantascienza, a partire dalle opere di Philip K. Dick fino ai film di fantascienza anni settanta, come “Barbarella”, la cui protagonista, Jane Fonda, ha ispirato il personaggio di Jane Flower (e i vari personaggi femminili che si possono trovare nelle storie dell’autore). Mentre nella storia originale Cobra e Jane andavano alla ricerca delle sorelle di lei per rimettere assieme una mappa del tesoro, divisa in tre pezzi e tatuata sulle loro schiene, qui viene sfruttata l’idea delle tre gemelle, ma viene messa in scena una storia completamente diversa incentrata sull’esistenza di un misterioso pianeta.

La trama, nonostante la sua semplicità, racchiude un’emozionate e imprevedibile avventura ricca di azione e diverse scene osé, coadiuvate dalle prorompenti protagoniste che fanno letteralmente vedere le stelle al protagonista con i loro baci. La narrazione è leggermente altalenante e alterna delle scene d’azione dal ritmo decisamente serrato con delle parti un po’ più lente. La recitazione invece soffre di qualche piccolo difetto con delle interpretazioni che in alcune scene non convincono del tutto. I personaggi sono quanto di più retrò ci si possa aspettare, il protagonista davanti a tutti. Cobra è il classico macho sciovinista con l’aria da sciupafemmine, un sorriso sornione stampato in faccia, il sigaro perennemente in bocca e con addosso una calzamaglia rossa (sì avete letto bene, ho detto proprio calzamaglia). E’ il tipico personaggio dall’aria allegra, tutto scherzi e battute ironiche, ma che diventa mortalmente serio nei momenti di pericolo.

Cobra è affiancato da Armaroid Lady, un androide che rispecchia il classico cliché della fantascienza anni settanta, un robot dalle fattezze femminili che si comporta più come donna che come robot (si mette perfino a ballare in discoteca). Terasawa non fa un segreto della sua passione per le bionde dalle gambe lunghe, arricchendo la narrazione con tre personaggi femminili di prim’ordine: le sorelle gemelle Jane, Catherine e Dominique. Tre donne bellissime e sensuali, che fanno andare su di giri il protagonista con il loro fascino (e le curve mozzafiato che non si fanno problemi a mettere in bella mostra). Come antagonista troviamo il misterioso Crystal Boy, un cyborg umanoide con uno scheletro d’oro, un corpo fatto di una specie di cristallo semi-liquido indistruttibile e la capacità di controllare i morti (in pratica quanto di più strano ci si possa trovare di fronte).

Dal lato tecnico le animazioni raggiungono un buon livello, considerando il periodo in cui sono state realizzate, ma ai giorni nostri potrebbero sembrare un po’ grezze. I disegni sono piuttosto dettagliati, anche se in alcuni punti sembrano più dei dipinti che delle animazioni. Le ambientazioni sono molto suggestive, spesso caratterizzate da sfondi astratti e luci al neon, e spaziano da immense città a pianeti alieni, dentro enormi astronavi, fino allo spazio profondo. Il character design è piuttosto inconsueto per un anime, ma rispecchia molto il concept originale di Terasawa. La colonna sonora rispecchia in tutto e per tutto lo stile utilizzato nei film di fantascienza anni settanta/ottanta, con l’unica alternativa della versione inglese che ha una colonna sonora alternativa realizzata dal gruppo pop Yello. Tirando le somme, questo “Space Adventure Cobra” è un ottimo film di fantascienza, che si rivela essere più serio di quello che ci si potrebbe aspettare dalle prime battute.

Scritto da RYO79 [Animeclick]


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