ANGEL OF DARKNESS

Tre studentesse per comprarsi ricchi oggetti che i propri genitori non possono permettersi vanno a prostituirsi a Shibuya Central, ma una dopo l’altra vengono possedute, stuprate ed uccise da “qualcuno”. Responsabile è un professore dominato da una “sex beast” e dotato dei classici tentacoloni fallici che gli spuntano da sotto le ascelle.

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sottotitoli a cura di davidedantonio1

[la visione è riservata ad un pubblico adulto]

Titolo originale: Injû kyôshi – jissha-ban
Anno: 1995 I Paese: Giappone
Regia: Mitsunori Hattori
Attori:  Natsuki AsôMari KawagoeMariko Motoki 
 

Male, molto male.
Serie animate di genere “TEENtacolare”, tra metà e fine anni ’90, furono fortunatamente distribuite anche in Italia in VHS, basti pensare a High School Invasion o al classico Urotsukidoji; del primo ricordiamo un’incredibile e inspiegabile uscita addirittura in edicola per la Gruppo Logica 2000 che attirò la nostra curiosità, prima della nota edizione ufficiale. Successivamente toccò al secondo nell’edizione MangaVideo/Polygram.
Le serie in questione erano note per il fatto di focalizzare praticamente tutto l’interesse su storie che avevano come protagoniste scolarette che venivano attentate sessualmente da creature mostruose dotate di tentacoli fallici e viscidi che prontamente utilizzavano per abusare delle ragazze. Purtroppo le serie citate erano penalizzate da una censura ottica (come  nelle sequenze gore di Hokuto no Ken) che andava a coprire i dettagli anatomici e/o splatter. Quindi per cercare qualcosa di più forte e meno censurato bisognava puntare al mercato tedesco che importava in VHS un sacco di chicche animate del genere prive di qualsivoglia censura ottica. Tra queste spiccava orgogliosamente la serie Angel of Darkness. Poco dopo, la stessa casa di produzione responsabile della serie animata, la Pink Pineapple, ne mise in produzione una live action. Cosa resta, nella versione dal vivo, della furia estrema e trasgressiva rigorosamente vietata ai minori di 18 anni della serie animata? Praticamente nulla. L’ambientazione scolastica, le ninfette liceali e il professore posseduto dalla creatura.
Per il resto siamo catapultati in puro v-cinema molto povero, con pochi set, pochi attori e pochi effetti speciali. La fotografia digitale è piatta e televisiva fatta eccezione per dei tagli verdastri acidi, mentre la recitazione degli attori non fa certo gridare al miracolo.

Tre studentesse per comprarsi ricchi oggetti che i propri genitori non possono permettersi vanno a prostituirsi a Shibuya Central, ma una dopo l’altra vengono possedute, stuprate ed uccise da “qualcuno”. Responsabile è un professore dominato da una “sex beast” e dotato dei classici tentacoloni fallici che gli spuntano da sotto le ascelle. Confronto finale e stop. Mai una volta la creatura viene mostrata per intero nella propria mostruosità, mentre quasi sempre è proposta come il placido prof. con questi due tentacoloni ascellari; giusto in un paio di inquadrature appaiono dei brevi flash verdastri di un ammasso di lattice e denti. Il sesso è molto edulcorato, il sangue assente. Un prodotto assolutamente da dimenticare; se si cerca qualcosa di più estremo e al contempo del genere si può provare la serie live (bruttina, a dire il vero) de La Blue Girl o se si vuole una visione più pop e “ricca”, ma non meno trasgressiva, è sempre consigliabile il folle High School Ghosthustlers che almeno ha personalità. Altrimenti tanto vale buttarsi a capofitto in decine di film un po’ tutti uguali che questo filone offre.
La versione live non ha affinità “tecniche”con quella animata che sfoggiava un ritmo sostenuto, fiumi di effetti speciali e una regia all’altezza del soggetto. Una fonte di interesse resta lo sguardo critico e disperato su delle tipologie di nuove gioventù nipponiche che con una naturalezza quasi disturbante vanno a prostituirsi nei parchi e a vendere le proprie mutandine a morbosi figuri.

Scritto da Marco Mariani [Asianfeast.org]


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