EMBRYO

Uno scienziato dedito alle ricerche sugli ormoni fa esperimenti su feti (prima animali, poi umani) tenuti in vita artificialmente fuori dall’utero materno. La donna che ha fatto da cavia invecchia velocemente. Come fermare il suo metabolismo?

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Titolo originale: Embryo
Anno: 1976 I Paese: U.S.A.
Regia: Ralph Nelson
Attori: Rock HudsonBarbara CarreraDiane Ladd 
 

OH BARBARA!!!!!

Un eminente medico e scienziato, specializzato nello studio della riproduzione delle cellule dei mammiferi e dei relativi embrioni, si vede costretto ad abbandonare le proprie ricerche a causa della prematura scomparsa della consorte, e trascorre le giornate accudito amorevolmente dalla cognata.

Una sera piovosa che l’uomo accidentalmente investe in macchina una cagna errante di razza Dobermann ed incinta, l’uomo la soccorre e, pur trovando la bestiola in fin di vita, le consente di partorire utilizzando le proprie apparecchiature sofisticate ed avveniristiche, salvando almeno uno dei due cuccioli.

Con il suo apparato sperimentale, l’uomo accelera i ritmi della crescita rendendo il feto prematuro nella condizione si svilupparsi in poche ore anziché nei mesi necessari nel processo naturale.

L’eccezionalità dell’esperimento, rimette dinamismo e voglia di tornare ad applicarsi negli esperimenti da parte del dottore che, ben conscio che un feto oltre i sei mesi di vita è già oggetto di tutela riservata agli esseri viventi, prega un suo amico medico di indicargli l’eventualità di gravi situazioni di aborto su feti prematuri prima di tale periodo, per poterli sottoporre alle sue sperimentazioni, offrendo loro una chance di sopravvivenza altrimenti non permessa dalla legislazione e dai principi etici.

La circostanza avviene presto, e l’uomo si troverà a riuscire ad accelerare le fasi di crescita di un feto di donna, che passa velocemente, in poche ore, allo sviluppo infantile, poi all’adolescenza e quindi all’età adulta, prendendo le forme di una splendida ragazza. Il medico riesce quindi a fermare il processo di crescita repentina, facendo restare la donna allo stato della giovinezza, ed insegnandole a rapportarsi col mondo circostante come una vera adulta.

Ma presto la splendida ed intelligentissima ragazza, circondata di attenzioni non solo per l’attrazione fisica che esercita sugli uomini, ma anche per l’intelligenza in grado di contraddistinguerla, si rende conto che gli effetti della crescita stanno tornando, procurandole un invecchiamento precoce, e per questo l’istinto e le cognizioni intellettuali fuori dal comune, la spingono a far di tutto per sopravvivere, anche mettendo a repentaglio gli affetti privati del dottore suo creatore.

Fantascienza anni ’70, oggi per molti versi risibile, per quei tempi serissima e anticipatrice di tematiche etico-morali, oltre che scientifiche, il film è diretto con mestiere da un professionista come Ralph Nelson, universalmente noto come il regista dello sconvolgente Soldato Blu, ma pure autore per oltre un ventennio di una quindicina di buoni prodotti d’autore, forti quasi sempre di cast con celebri star della “mecca hollywoodiana”.

In questo caso il film “rispolvera” un Rock Hudson un po’ bolso ed appesantito, non proprio al massimo della propria forma espressiva, ma in compenso ci regala una delle prime e folgoranti apparizioni di quella che, a mio giudizio, appare come una delle più belle donne al mondo mai apparse sullo schermo, ovvero Barbara Carrera, che negli anni ’80 diverrà famosa impersonando una delle più micidiali e cattive “anti Bond girl” nel film apocrifo ma molto avvincente “Mai dire mai”, rubando il passo alla pur altrettanto sconvolgentemente splendida Kim Basinger.

Troviamo qui la splendida, già conturbante e mozzafiato nei panni del frutto esemplare e magnifico di un esperimento rischioso, avventato, in grado di sollevare pesanti interrogativi pratici e di natura etico-morale.

La narrazione segue il suo preimpostato ed un po’ scontato sentiero thriller, con frequenti colpi di scena e diverse scene movimentate di inseguimento, riservandoci all’inizio il ricorso ad effetti speciali che, oltre quarant’anni orsono, potevano forse apparire straordinari, mentre ora suscitano inevitabilmente qualche sorriso malizioso.

Completano un cast di tutto rispetto la grande caratterista Diane Ladd (moglie di Bruce Dern, madre di Laura), e lo spesso isterico Roddy McDowall, che neppure qui contraddice le sue movenze tipiche da uomo agitato e pieno di espressioni sopra le righe.

Un film ormai quasi misconosciuto, che fa tuttavia piacere rivedere proprio al fine di confrontare ove ci ha condotto il progresso in soli quarant’anni di tempo, in termini di innovazione e progresso, scientifico, informatico e non solo.

Scritto da alan smithee [FilmTV]


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