QUELLO STRANO DESIDERIO

Due alieni del pianeta Alpha 4 vincono un concorso indetto dalla loro Cripto-TV, ricevendo come premio una vacanza sulla Terra. Poiché sono esseri molecolari, si vedono costretti a entrare nel corpo dei primi terrestri che capitano loro a tiro: due bislacchi ragionieri (Gianni Ciardo e Nico Salatino).

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Lingua:
[la visione è riservata ad un pubblico maturo]

Titolo originale: Quello Strano Desiderio
Anno: 1979 I Paese: Italia
Regia: Enzo Milioni
Attori: Nico SalatinoGianni CiardoVanni Materassi
 

Salatino e Ciardo, ragionieri baresi con l’hobby della pesca, vengono un dì posseduti da due alieni di Alpha IV, freschi vincitori di una vacanza sulla Terra grazie a un concorso sulla loro cripto (sic!) tv locale. Grazie ai loro super-poteri (teletrasporto, telecinesi, supervelocità e quant’altro) si tirano fuori da parecchi impicci, ma al contempo restano totalmente spiazzati nello scoprire l’esistenza dei ‘ciondoli’ (sì, proprio quelli) e dell’utilizzo che se ne dovrebbe fare. Almeno finché non vengono a contatto con alcune esponenti del sesso femminile che li renderanno edotti in materia. E Alpha IV? Una volta appurato che i due alieni non hanno alcuna intenzione di far ritorno, i capoccia del pianeta affidano il compito di riportarli a casa ad altri due ‘molecolari’. Che però hanno la malaugurata idea di assumere fattezze femminili…

Pazzesco miscuglio di fantascienza, hard-core e comicità regionale che a trent’anni di distanza lascia ancora interdetto chiunque lo visioni. La coppia comica di ristretto culto barese Nico Salatino & Gianni Ciardo (quest’ultimo noto anche alle giovani generazioni grazie a Zelig) in Quello strano desiderio viene sballottata di qua e di là in un susseguirsi di segmenti che alternano lunghissime carrellate sulle bellezze di Bari a scene di sesso esplicito (etero e lesbo), per terminare con momenti di pura psichedelia quando le due ‘aliene’ (tra cui la mitica Marina Frajese) fanno visita ai nostri. A ciò si aggiunge la totale assenza di effetti speciali di qualsiasi tipo e l’ossessivo motivetto musicale di tale Mimì Uva. Il risultato è un film che, se visionato in tarda nottata e senza nemmeno l’ausilio di sostanze psicotrope, può tranquillamente essere scambiato per un’allucinazione lunga 84 minuti. Vedere per credere..

Recensione di Luca Romanelli [Bizzarrocinema]

Grazie a: Horror Splatter Zone


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