HIRUKO THE GOBLIN

La giovane Reiko (Megumi Ueno) e il professor Takashi Yabe (Naoto Takenaka) spariscono all’improvviso. Il professor Hieda Reijirou (Kenji Sawada) è un bizzarro soggetto che durante i suoi studi di archeologia si è convinto dell’esistenza di spiriti e creature sovrannaturali, e per queste sue tesi è stato cacciato dall’università. Assieme al figlio di Yabe, Masao (Masaki Kudou), egli si decide ad intraprendere la ricerca dei due scomparsi, nei pressi dell’istituto superiore frequentato da questi. Scopre con suo grande stupore che Masao è vittima di una sorta di maledizione che gli causa lividi ustionanti sulla schiena della forma di volti umani, esattamente i volti delle persone che lui conosce e che muoiono in maniera violenta.

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Titolo originale: Yôkai hantâ: Hiruko
Anno: 1991 I Paese: Giappone
Regia: Shin’ya Tsukamoto
Attori: Kenji SawadaMasaki KudouHideo Murota
 

Partiamo come spesso succede con l’analizzare il titolo:”Yokai Hanta“, dove “Hanta” è la pronuncia nipponica dell’inglese “Hunter“, è “Yokai” sono gli spiritelli (o apparizioni) della mitologia giapponese, ce n’è un vastissimo assortimento, ma non è questo il luogo per un decalogo dettagliato. “Yokai Hanta” è quindi “Cacciatore di Spiriti“. Shin’ya Tsukamoto  dirige, o meglio dire crea un film horror per ragazzi ispirato al manga di Daijiro Morohoshi.

Che cosa c’è che non va in questo film firmato Tsukamoto? Niente! Il perchè differisca così tanto dal suo capolavoro Tetsuo: Iron Man o ancora di più da Il Ragazzo dal Palo Elettrico? Ecco il perchè: questo film è una produzione che la Shochiku-Fuji (titanica casa di produzione giapponese) chiese a Tsukamoto dopo aver apprezzato le avventure dell’uomo di ferro, e vuoi per un motivo, vuoi per l’altro, il giovane regista accettò l’incarico / sfida ben conscio di voler dirigere il tutto in completa autonomia, nonostante il pressing del produttore. Così fu.

Il film è un degno figlio della grande saga che è l’epopea della mutazione di Tsukamoto che, come qualcuno afferma, si tratta alla fine di un’ unico grande film e di varie visioni dello stesso uomo che trasmuta in altro, non necessariamente progredendo, e non necessariamente con gli effetti schizzoidi che ci hanno tanto entusiasmato nelle prime pellicole del regista visionario. Indubbiamente le più recenti creazione del maestro come Vital e A Snake of June non hanno quella regia epilettica, ma proseguono la visione mistica e fredda, mutando l’interno della persona anzichè l’esterno.

Tornando a Hiruko The Goblin questa pellicola è da vedere assolutamente, oltre ad essere un crogiolo di vari generi inseriti in un’ unica opera molto fruibile di leggero impegno. Si tratta di uno dei film con la fotografia migliore che io abbia mai visto, è perfetto in ogni dettaglio (compresi gli effetti speciali molto bonari e “vintage“) e il livello di maturazione artistica del giovane Tsukamoto fa quasi spavento se pensiamo ai suoi primi lavori come Phantom of Regular Size oppure a Il Ragazzo dal Palo Elettrico, episodi molto grezzi.

Curiosità:
Da non sottovalutare l’importanza di questo film che grazie agli introiti guadagnati, permise a Tsukamoto di fondare una sua casa di produzione e quindi di proseguire l’attività di regista con il suo successivo Tetsuo II: Body Hammer.

Scritto da Il Guardiano dello Zoo 


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