FACES OF DEATH

Il dr. Gröss è alle prese con un’operazione a cuore aperto, quindi parla a proposito della morte e delle sue facce. Inizia, così, una collezione di filmati dal contenuto altamente disturbante. La prima parte si concentra sugli animali(sia animali uccisi, sia gente uccisa da animali). Tra le tante: le battute di caccia di alcune tribù; lotta tra cani; mucche e agnelli uccisi al mattatoio; in un ristorante esotico, ad una scimmia viene aperta la testa e il suo cervello viene mangiato; un alligatore divora un ranger. Sono inoltre mostrate altre sequenze estremamente truci: una famiglia massacrata, bambini compresi; parecchie scene di autopsia; una setta religiosa che compie un sacrificio umano, e termina il rito con un’orgia; un condannato a morte viene ucciso nella camera a gas; un altro, invece, muore sulla sedia elettrica; un terrificante incidente aereo; morti sulle strade.

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Lingua: SUB
sottotitoli a cura di Bot666
[la visione è riservata ad un pubblico maturo]
Il film contiene scene esplicite molto forti,
si sconsiglia la visione ai soggetti impressionabili

Titolo originale: Faces of Death
Anno: 1978 I Paese: U.S.A.
Regia:  John Alan Schwartz (accreditato come Conan Le Cilaire)
Attori: Sherry BuchananFausto Di BellaDon Powell

ATTENZIONE! 
QUESTA NON E’ LA VERSIONE ITALIANA CHIAMATA
LE FACCE DELLA MORTE
MA SI TRATTA DELLA VERSIONE ORIGINALE

Bandito in 46 paesi. Un “film” che anni e anni prima aveva intuito il successo legato al morboso voyeurismo dello spettatore, ora “splendidamente” sfruttato da siti come Rotten. Prima di qualsiasi considerazione prendiamo in esame ciò che si vede nella pellicola. Dopo aver “eseguito” un’operazione a cuore aperto, il doc Gross* ci spiega che lui è sempre a contatto con la morte, il che lo ha spinto a fare una ricerca su cosa è la morte, su quali siano i suoi svariati volti. I Volti della Morte, appunto. Da qui il film si sviluppa come un mondo movie che mostra fatti strani e curiosi da tutto il pianeta, fatti strani che riguardano la morte ed il morire, of course. Ne elenco un po’: lo sgozzamento dei vitelli nei macelli, lo scuoiamento delle pecore, commensali che in un esotico ristorantino spaccano a martellate il cervello di una scimietta per mangiarle il cervello, un’esecuzione capitale sulla sedia elettrica, resti di corpi umani dopo un incidente aereo, un uomo con il cervello di fuori che è finito sotto una macchina, cadaveri negli obitori a decine, autopsie, suicidi violenti ed esplosioni di scatole craniche, eccetera, eccetera, eccetera. Cosa poter dire?! Faces of death prende spunto dal genere mondo nato all’inizio degli anni ’60 strutturando il racconto come una ricerca di fattacci che avvengono sul nostro caro pianeta, ma si spinge molto più in là. Si perde, nell’accatastamento di cadaveri ed immagini ultraviolente, la vena “simpatica”, comica, poveristica, truffaldina dei primi prodotti Mondo per approdare al puro voyeurismo malsano e morboso. Di più. Molte delle immagini riprese si sono rivelate false, ovvero sono delle ricostruzioni drammatizate dai registi i quali si sono giustificati dicendo che hanno ricreato cose vere. In effetti, sebbene abbiano fatto una brutta figura (e comunque si capisce guardando il film quali siano le scene vere e quelle no), il risultato non cambia e la portata scioccante del film non viene meno. Io sono una delle persone meno pro-censura che ci siano sulla faccia della Terra e non potrebbe essere altrimenti visto il sito che ho costruito, ma Faces of death non vedo come possa trovare posto in un qualuque serio genere cinematografico. Bandirlo da un paese? No, ma non penso che nessuno spettatore di quel paese perda qualcosa a non vedere questo film. E’ una vera accozzaglia di shock exploitation della più infima schiatta che, fra le altre cose, è poco rispettoso del dolore delle persone che hanno vissuto tali drammi. In USA è must per i liceali, è quasi un rito di passaggio vedere questa pellicola underground ma molti di loro, una volta cresciuti, si rendono conto di quanto insulsamente violenta sia e di quanto inutile sia vederla. Il guaio è che fa schifo a tutti eppure già nel 1981 usciva il secondo capitolo e a quanto ne so ora siamo al VII….poi c’è Traces of death, scopiazzatura sulla falsa riga ancor più miserrima; quindi, come al solito tutti condannano e tutti guardano. Lo stesso processo che porta la gente a scaricare a migliaia le immagini dei sequestrati in Iraq che poi vengono decapitati. Che bisogno c’è di veder tagliare la testa a qualcuno se non una morbosa curiosità? L’horror ha senso se è inserito in un contesto narrativo ma il documentarietto con il cervello di un incidentato che viene raschiato da terra da un poliziotto si avvicina pericolosamente alle dinamiche dello snuff. Tutto questa mia critica sembrerebbe entrare in contraddizione con il fatto che poi guardo tali pellicole: lo faccio non perché sono morbosamente curioso di vedere ciò che mostrano (in verità ne vengo impressionato) ma perché sono curioso di vedere film, tanti film. Non che sia una giustificazione ma la cosa, se ci pensate, è ben diversa. Tecnicamente Faces of Death è decente e mantiene una minima aura da mondo-movie. Tendenzialmente sconsigliato a tutti, ancor più ai veri amanti dell’horror perchè questo non è il cinema che amate, che io amo, ma solo spazzatura on screen. Tenete lontani da questo prodotto le persone sensibili che ne potrebbero essere turbate seriamente e soprattutto i bambini che non devono vedere Faces of Death neppure per scherzo.

Rieditato nel 1996 come Original Faces of Death e noto in Italia anche come I volti della morte, ma credo che non sia mai stato distribuito doppiato e rititolato.

Nel 2008 dovrebbe uscire, col titolo Faces of Death, una sorta di remake ma di tenore ben diverso. Avrebbe una trama, persino.

* Cioé “grossolano, volgare”. Non si tratta di un vero dottore, ovviamente ma di Michael Carr, coautore e secondo alla regia.

Recensione da Exxagon


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