ANDROMEDIA

Mai Hitomi perde la vita travolta da un camion,ma la sua storia d’amore con Yu non si interrompe dato che il padre aveva creato un programma su pc in grado di registrare i ricordi di lei,riuscendo cosi’ a ricrearla come una sorta di vita artificiale su pc. Quando i soliti cattivi di turno uccidono il padre,la copia artificiale di Mai ( Ai ) viene proiettata nel cyber spazio,e dal momento in cui si fa viva con Yu e con i suoi amici inizia la persecuzione da parte di chi vuole approfittare di lei come invenzione tecnologica.Yu dovra’ difendere il suo amore e insieme ad i suoi amici vivranno una grande avventura.

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Lingua: SUB
sottotitoli a cura di luceastrale

Titolo originale: Andoromedia
Anno: 1998 I Paese: Giappone
Regia: Takashi Miike
Attori:  Hiroko ShimabukuroEriko ImaiTakako Uehara
 

Ottimo film per un Miike atipico.
Dimenticato l’intento di disturbare ambiguamente lo spettatore con dosi esplicite di sangue, budella e sesso, il regista giapponese arriva inaspettatamente a realizzare un film romantico.
Romanticismo. Un elemento che non ci si sarebbe mai aspettato da un film di Miike, sempre se la morbosità di un amore come quello tra Asami e Aoyama di “Audition” si possa definire romanticismo (con tanto di piede amputato sul finale e aghi kirkirikiri ^___^), eppure in questo “Andromedia” l’elemento dell’amore è presente come un morso velenoso.

Non aspettatevi dunque le frecce sparate dalla vagina e le insegnanti porche in latex di “Fudoh”, non aspettatevi smembramenti alla “Ichi The Killer”, non aspettatevi sadomaso e porcellone come in “Silver”: Questo è un Miike totalmente diverso, più puntato verso lo spirito che il corpo.
Ecco perchè è di difficile gradimento questo “Andromedia”, perchè è parallelamente diverso all’ideale di perversione di Miike, un po’ come fu criticato “The Call” , pur trattandosi di un horror con le palle.

“Andromedia” non si ricorda come una tappa fondamentale della filmografia del geniale regista nipponico ma è uno di quei film che senz’altro merita una visione. Originale, poetico, strappalacrime, con quel retrogusto delirante che da sempre accompagna Miike, anche nelle sue opere più solari e commerciali.

è un film che si conclude con un meraviglioso bacio stellare ed un bagno purificatore. Un amore in grado di superare le barriere più ostili.
L’elemento fantascientifico smorza parecchio la bellezza di un’opera, che sarebbe potuta rivelarsi un vero e proprio gioiello. Buono comunque.

Scritto da Ciaby [Filmscoop.it]


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