LA TOMBA DELL’ONORE

L’ ascesa e la caduta di Rikio Ishikawa (Tetsuya Watari ), uno yakuza appartenente al clan Kawada operante nel territorio di Shinjuku, Tokyo. Rikio è una testa calda che commette atti irruenti in difesa del proprio clan, tuttavia crea grossi problemi al suo stesso padrino Shuzo Kawada (Hajime Hana) che più volte lo ammonisce verbalmente e gli dice di lasciar perdere le questioni di poco conto. Durante una fuga incontra Chieko (Yumi Takigawa) a cui affida del denaro e la sua pistola per nascondere le prove. Esce di prigione più volte e continua a comportarsi in modo avventato finchè non finisce per ferire il suo stesso boss. Punito con 10 anni di esilio ad Osaka egli comincia ad intraprendere la via della droga e al contempo a perdere il senso della realtà. Dopo solo un anno torna a Tokyo con un suo compagno tossico e comincia così la sua caduta nell’inferno più nero e delirante.

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Lingua:  SUB 

Titolo originale: Jingi no hakaba
Anno: 1975 I Paese: Giappone
Regia: Kinji Fukasaku
Attori:  Tetsuya WatariTatsuo UmemiyaYumi Takigaw
 

Che risate! Trent’anni di follia!
– Rikio Ishikawa

E’ quasi scontato che le imprese di un uomo senza paura che impegna la propria vita sulla strada senza ritorno della follia non può che essere un tema affascinante, è chiaro che ci si aspetti sangue e dramma, è chiaro che ci si aspetti sesso e violenza in un turbinio jazz anni ’70, un po’ alla Yakuza Graveyard (e se vogliamo alla Street Mobster), pellicola sorella di quella presa in esame in questa recensione, che condivide parte del cast tra cui il protagonista, il regista e la “tomba”. Ma non è proprio così. Questa è solo in parte un’ opera di fantasia, questo è una sorta di biopic preso da un romanzo di Fujita Goro basato sulla vita di Rikio Ishikawa. Fukasaku gira il film a metà tra l’action e il documentario, senza darci facili emozioni, senza sottendere e far esplodere il pathos (forse giusto alla fine ci dà giù pesante col drammatico), cercando di essere più descrittivo possibile senza alzare mai troppo i toni. Certo, i toni si alzano spesso in questo film ma è Rikio Ishikawa che li alza, non il regista. Spero di essermi spiegato bene… Ad ogni modo questa pellicola è da considerare uno dei capolavori del cinema giapponese del dopoguerra ed è attualmente una delle pellicole più popolari. Un cast del genere non si dimentica, purtroppo per ragioni di spazio omesso i nomi dei seguenti attori che ci terrei a citare: Noboru Ando, Tatsuo Umemiya, Yumi Takigawa, Hideo Murota, Kunie Tanaka e Reiko Ike (la regina del pinky violence ). Parlando di attori ecco una ironica combinazione, ovvero un vero yakuza (Rikio Ishikawa) interpretato da un attore (Tetsuya Watari) e un attore che prima faceva lo yakuza per davvero (Noboru Ando). Se avete visto il remake di Takashi Miike del 2002 (chiamato anch’esso Graveyard of Honor) prima di questo, ebbene vale la pena di guardarlo perchè sono due film nettamente diversi. Fondamentale per gli amanti del genere, estremamente interessante per coloro che sono ancora alle prime armi.

Scritto da Il Guardiano dello Zoo


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