BASKET CASE

Un giovane uomo, Duane Bradley, si reca in un hotel malfamato di New York portando con sé un grosso cesto di vimini (in inglese basket case, da cui il titolo del film) chiuso con un lucchetto. … Col proseguire del film, si scopre che all’interno del cesto c’è Belial, il mostruoso fratello siamese di Duane.

 

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Titolo originale: Basket Case
Anno: 1982 I Paese: U.S.A.
Regia: Frank Henenlotter
Attori:  Kevin Van HentenryckTerri Susan SmithBeverly Bonner
 

Ci sono Bmovie che entrano di diritto nella storia del cinema, soprattutto per amanti di un certo tipo di horror anticonvenzionale e grottesco.
La mia passione per l’horror marcio e strambo mi ha portato sempre ad amare cult come “Street Trash” o “re-animator”, “Society” passando anche per “Baby Killer” e via dicendo. Registi come Stuart Gordon, Yuzna o Larry Cohen sono dei veri e propri idoli per me.
Un altro geniaccio del male incompreso è sicuramente il grande Frank Henenlotter, un regista fuori di testa che con pochi spicci ha cacciato fuori dei veri e propri cult.
Henenlotter cresciuto a cinema Exploitation e sexploitation è famoso per le sue pellicole dalla forte componente orrorifica mista a grottesca ironia da black humor.
Il massimo esempio del suo operato rimane proprio “Basket Case”, unica pellicola del genio arrivata anche in Italia in DVD.

Duane è il protagonista della pellicola, un giovane ragazzo che si ferma in uno sporco motel malfamato di New York.
Le sue braccia sorreggono un grosso cesto di vimini, bloccato da un lucchetto, dal quale non si allontana mai.
Dal cesto paiono fuoriuscire strani grugniti inumani.
Presto nell’hotel, la “creatura” si libererà, seminando terrore e talvolta morte.

Un cult assoluto girato con due spicci e attori completamente sconosciuti, i molti dei quali non hanno mai più preso parte ad alcun film.
A detta del regista, le poche banconote che vediamo lasciare da Duane sul bancone dell’albergo, ammontano circa all’intero budget del film.
Davvero un bel Bmovie malato e a tratti disturbante, sicuramente il film più “pesante” di Henenlotter, in cui di comico c’è davvero poco o nulla.
Basket Case nella sua povertà di mezzi offre una tematica molto profonda a livello psicologico e morale, andando a tirar fuori il campo della medicina e della chirurgia illegale.
Dannatamente triste quindi quanto sconvolgente questa drammatica vicenda piena di sequenze gore realizzate da dio, considerando il budget, una pellicola davvero cupa e malsana.

Henenlotter realizzerà poi due sequel, dallo stampo più ironico, sicuramente validi ma non all’altezza del primo capitolo.
Altri suoi cult da recuperare assolutamente sono “Brain Damage” uscito in Italia mi pare solo in VHS purtroppo, e “Frankenhooker”.
Successivamente negli anni 90 purtroppo Henenlotter è costretto a fermarsi, in quanto nessuno accettava di finanziare i suoi progetti considerati “fuori mercato”, e quelli che gli proponevano ovviamente non gli interessavano minimamente.
Fortunatamente nel 2008 i fan di Henenlotter possono tornare a gioire, grazie a “Bad Biology”, una surreale grottesca commedia nera, fuori di testa, completamente immorale e condita di scene malate e violente.
Negli anni futuri Henenlotter si dedica invece ai documentari “Herschell Gordon Lewis: the godfather of gore” e “The Sexploitation”. Oltre a realizzare un film che gira intorno all’artista Banksy.
Nel caso (raro) non aveste mai sentito parlare di questo regista, consiglio di recuperare in primis proprio questo gioiellino, Basket Case, per iniziare a farsi un idea

Scritto da Gianlu Johnnyboy [BMovie Trash Infection]

Grazie a: Red Haziel


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