L’UOMO DI CERA

All’astronauta Steven West – unico sopravvissuto ad una sfortunata spedizione su Saturno – il dottor Nelson diagnostica una misteriosa infezione i cui sintomi sono (letteralmente) lo scioglimento dei tessuti. Il poveretto in preda ad una folle disperazione, aggredisce (… a morsi) un’infermiera e comprende, così, di poter vivere soltanto traendo alimento dai corpi umani. Fuggito dall’ospedale vaga, dunque, per il paese in cerca di gente da fare a pezzi e, naturalmente, di gente ne trova molta. Il solerte dottor Nelson parte sulla scia delle sanguinose tracce che Steven West si lascia dietro e con un paio di poliziotti cerca di catturarlo.

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Titolo originale: The Incredible Melting Man
Anno: 1977 I Paese: U.S.A.
Regia: William Sachs
Attori: Alex RebarBurr DeBenningMyron Healey
 

Ai nastri di partenza la pellicola ci illustra il solito viaggio spaziale condotto da tre astronauti tutti estasiati perchè si stanno avvicinando al sole. Vediamo infatti alcuni footage, ormai classici quanto stra-abusati nella cinematografia fantastica, di lampi di fuoco che esplodono lungo la linea del pianeta infuocato. Poi all’improvviso l’astronauta Steve ha dei dolori alla faccia. Lo ritroviamo completamente bendato in un letto d’ospedale senza che il regista William Sachs ci spieghi che minchia di fine hanno fatto gli altri due astronauti (Lo scopriremo alla fine in una trasmissione radiofonica…meno male!) . I medici ci fanno capire che l’uomo è orrendamente ustionato e non capiscono come sia possibile sia ancora vivo. Rimasto solo, Steve si sveglia si guarda le manone orrendamente bruciate e si butta sullo specchio per sfilarsi le bende e scoprire di essere diventato un mostro.

Comicamente gli rimane attaccato un pezzo di benda al naso che non si stacca nemmeno quando l’uomo inizia ad agitarsi tutto e ad urlare terrorizzando un’infermiera cicciona che fugge via in un assurdo ralenty all’infinito lungo un corridoio completamente deserto, la vediamo poi sfasciare una porta finestra e buttarsi a correre in un parcheggio altrettanto deserto. La cosa ancora più comica è che nella sequenza successiva il mostro l’ha già raggiunta e aggredita. Dopo che i medici hanno appurato che alla donna gli è stato succhiato il cervello, veniamo a sapere che il nostro Steve deve nutrirsi di carne umana per ricostituire i tessuti del corpo che va pian piano sciogliendosi. Il regista non lesina in dettagli dei piedi filanti nel bosco mentre aggredisce un pescatore un pò scemo più interessato alla birre che alla pesca. I tagli di montaggio poi sono da manuale, con la sequenza successiva che vede volare una testa assolutamente malfatta della vittima nel fiume. E’ la volta poi di un gruppo di ragazzini che fumano di nascosto e recitano talmente male che si spera vengano uccisi subito ma purtroppo, dopo una scena lunghissima e inutile, non accade loro assolutamente nulla. Il buon Steve va sciogliendosi progressivamente fino a diventare un minestrone di carne umana tutto grufolante che assedia la casa del suo amico scienziato Ted Nelson di cui uccide la vecchia suocera che si era fermata nottetempo a rubare le arance con l’attempato amichetto. Per Ted inizia una caccia all’uomo contro il tempo, visto che il mostro si sta sciogliendo tutto.

A parte la recitazione imbarazzante, ma coesa, di tutto il cast (nel senso che recitano tutti, ma proprio tutti, malissimo) si segnala uno straordinario montaggio sconclusionato, alcune scene allucinogene come la tizia che affetta il braccio al melting man e rimane davanti alla telecamera dieci minuti buoni a simulare comicamente uno stato di shock. Si tenta anche la carta della sequenza di morte spettacolare con uno sfigatissimo poliziotto che rimane invischiato in un cavo elettrico (ma si vede che è un manichino) e allora il regista tutto contento va avanti altri dieci minuti a indugiare sulla stessa scena mentre il sonoro di sottofondo continua imperterrito a propinarci registrazioni di lanci spaziali probabilmente fregate alla NASA. Fantascienza da 4 soldi che in America ha avuto molti estimatori (non ultimo Paul Veroheven che lo cita in una scena di Robocop) e che ricorda alla lontana un classicone come “The Quatermass Experiment. La cosa più scioccante del film rimane comunque lo scoprire nei titoli di coda che nel cast è presente anche Jonathan Demme (Si, proprio il regista de “Il Silenzio degli Innocenti”) in un breve cameo. Il finale risulta perfettamente in linea con la qualità generale del film, quando il mostro crolla contro un muro diventando una poltiglia blobbosa che il solito inserviente nero dovrà ripulire non senza incazzarsi come un matto. Spazzatura sei e spazzatura resterai!

Scritto da Il Dottor Satana [Odorama Exploitation Movies]

Grazie a: Horrormania


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