NN-891102

Ryuichi, un bambino di 5 anni, riesce a sopravvivere alla catastrofe nucleare di Nagasaki perchè al momento dell’esplosione si trovava in un rifugio dove era situato un registratore che aveva installato suo padre al fine di comunicare coi soccorsi militari in caso di raid. Da quel giorno il ragazzo diventa ossessionato dal rumore prodotto dalla deflagrazione ed inizia a dedicare tutta la sua vita a riprodurlo, arrivando a sacrificare tutto.

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Lingua:  SUB 
sottotitoli a cura di Cinema Zoo

Titolo originale: Nn-891102
Anno: 1999 I Paese: Giappone
Regia: Gô Shibata
Attori:  Takaya HasegawaYu KakutaKenji Mori
 

Il titolo del film alquanto criptico si riferisce al bombardamento di Nagasaki e per la precisione significa: Nagasaki Nuclear 8 (Agosto) 9 (il giorno) 11:02 (l’ora). Questa opera prima (a parte il corto All You Can Eat del 1996) del cineasta Gô Shibata è qualcosa di veramente unico e singolare. Io per primo che ho visto quanto di più assurdo si possa vedere, ne sono rimasto veramente colpito. Innanzitutto questo è un film da guardare da soli e possibilmente con luci soffuse e senza distrazioni, possibilmente indossando auricolari o cuffie per immergersi ancora di più nell’ascolto. Si perchè questo è un film soprattutto da ascoltare. Non ci sono moltissimi dialoghi (anche per questo mi sono cimentato nella traduzione dei sottotitoli di cui potete godere) poichè quello che più importa è l’oggetto dell’ossessione del protagonista e di ciò su cui il regista vuole che noi ci concentriamo. Il suono della deflagrazione. Non si può negare che questo sia un film sulla strage orrenda e inumana di Nagasaki, ma non è la storia di un ragazzino che ne vive l’orrore come troviamo nello splendido film animato Gen di Hiroshima. Sembra che le terribili conseguenze della bomba siano fuori dalla dimensione di questo film, come se il bambino protagonista non avesse capito che l’esplosione ha effettivamente sterminato in un lampo centinaia di vite e riservato un destino addirittura peggiore a chi non morì sul colpo portandosi dietro le conseguenze delle onde radioattive. L’elemento centrale è invece il rumore dello scoppio, ciò che ossessiona il protagonista che si mette alla continua ricerca di quel suono e arriva addirittura a compararlo col primo suono che il feto ascolta nel grembo materno. Il ragazzo cresce e non si da pace rischiando addirittura la vita durante uno dei suoi esperimenti. Diventa un ragazzo timido e isolato che fa fatica a parlare con gli estranei e non ha alcun affetto. Il lavoro di caratterizzazione del personaggio e l’attore protagonista riescono brillantemente ad immergerci nel disagio di Ryuichi, che diventa l’ombra di sè stesso e del proprio obbiettivo. Ci sono molte porte aperte per quanto riguarda i viaggi onirici e le scelte formali della messinscena del regista Shibata (ispirate fortemente da Shûji Terayama), il quale mantiene un linguaggio di gioco e di sogno anche quando il ragazzo diventa adulto. Non spoilero nulla se dico che verso la fine del film abbiamo una ripresa con il protagonista sessantenne e nelle medesime sequenze vediamo anche l’attore bambino, come se in fondo Ryuichi fosse sempre rimasto bambino e la sua vita si fosse fermata assieme a tutte le altre vittime della tragedia, il 9 Agosto del 1945. Il finale è puro zen.

Scritto da Il Guardiano dello Zoo


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