KORANG LA TERRIFICANTE BESTIA UMANA

Il figlio di un noto chirurgo e valente biologo sta morendo di leucemia. Pur di permettergli di ritornare in salute, lo scienziato decide di compiere un disperato intervento utilizzando come donatore un gorilla che aveva trafugato da uno zoo. L’operazione però trasforma il giovane in una bestia pelosa e feroce che fugge dalla camera operatoria e comincia a terrorizzare la città violentando donne e uccidendo in modo crudele e sanguinario.

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Titolo originale: La horripilante bestia humana
Anno: 1969 I Paese: Messico
Regia: René Cardona
Attori: José Elías MorenoCarlos López Moctezuma
 

Quello che maggiormente adoro del cinema exploitation messicano è l’evidente ingenuità delle trame che vengono prodotte quasi a carattere industriale in queste pellicole, un’ingenuità che, se non fosse per gli evidenti riferimenti sessuali, lo splatter copioso e le molteplici nudità inserite, potrebbe catalogare questo “La horripilante bestia humana” fra i prodotti di intrattenimento per fanciulli. Cosa c’è infatti di più infantile che realizzare una storia dove un bonario chirurgo, per salvare suo figlio da un terribile male, gli trapianta il cuore di un gorilla? E cosa potrebbe poi accadere dopo codesto assurdo trapianto? Ma ovvio, il ragazzo si trasforma a sua volta in una sorta di mostro con il fisico ipermuscoloso e la faccia truccata con cerone grigio che sembra sia stata messa a bagno nel fango. 
Se poi per inscenare il mostro si prende come attore un indigeno maya delle foreste dello yucatan (o giù di lì) ecco allora che il film, oltre ad assumere una sua precisa connotazione etnica, diventa un circo del trash più viscerale. A realizzare poi il tutto un vero maestro del genere come Renè Cardona, autore di qualcosa come 140 titoli dal 1925 fino ai primi anni ottanta. Il regista cubano (trapiantato poi a Città del Messico) mette in scena un soggetto del figlio Renè Cardona Jr. (il quale erediterà la prolificità del padre realizzando a sua volta un centinaio di pellicole), buttandoci dentro una serie di truculenti dettagli sanguinosi con tanto di scene di operazioni a cuore aperto rubate chissà dove, qualche abbozzo di violenza sessuale piuttosto esplicita per l’epoca anche se decisamente goffa nella messa in scena, un paio di combattimenti fra donne luchador mascherate da diavolesse sexy o donne gatto, tanto per dare il contentino al pubblico appassionato a questo sport. 
Il risultato di questo minestrone, figlio di un precedente film di Cardona (Las luchadoras contra el médico asesino) è un pastiche tirato per le lunghe da una lentezza generale del ritmo ( e le infinite camminate del servo zoppo del dottore non aiutano di certo), una imbarazzante cagneria degli attori, sequenze prive di senso (vedi la tranquilla fuga del medico e del suo servo in mezzo al panico generale dopo il ritrovamento di una serie di cadaveri) e ovviamente una trama ai confini della realtà. Fortunatamente le abbondanti tettone protagoniste del film aiutano a tirar su il morale e l’evidente ridicola confezione del film lo rendono a tratti esilarante. I numerosi passaggi televisivi agli orari più impensati, almeno in italia, lo hanno trasformato in un piccolo cult per amanti del brutto oltre ogni perversione.



Scritto da Il Dottor Satana [Odorama Exploitation Movies]

Grazie a: Grandifilm2


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