ÖLÜM SAVASÇISI (LA CASA TURCO)

Una setta di spietati ninja è fautrice di innumerevoli omicidi a colpi di sciabola. La polizia richiede l’intervento dell’ ispettore turco Kemal (Interpretato da Cüneyt Arkin, uno dei due registi) Immaginatevi una specie di Michael Douglas turco. Dopo varie passeggiate in spiaggia con la sua fidanzata, Kemal decide di accettare il caso e dare sfoggio della sua invincibile arte del kung fu. Durante la missione i terribili ninja continuano a mietere vittime con l’ausilio dei loro poteri sovrannaturali.

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Lingua:  SUB 
sottotitoli a cura di Hywel

Titolo originale: Ölüm savasçisi
Anno: 1984 I Paese: Turchia
Regia: Cüneyt ArkinÇetin Inanç
Attori: Cüneyt ArkinOsman BetinFunda Firat

Se non lo vedete non ci credete. Questo film è pura arte, puro espressionismo. Perchè affermo che questo film è puro espressionismo? Perchè dentro a questa brevissima trama il regista inserisce di tutto, come un patchwork apparentemente insensato. Inserisce molte parti non necessarie di persone che combattono contro l’aria, di persone che fanno motocross, di persone che vengono spaventate da case buie e rumori sinistri, con piccioni decapitati che si schiantano in casa rompendo la finestra. Il motivo si può anche nascondere nel fatto che Çetin Inanç (e anche il suo collega Kunt Tulgar) ritagliavano abitualmente anche 5 film d’azione differenti per creare una pellicola nuova (a causa del fallimento degli altri 5), un po’ alla Godfrey Ho. Ci sono tante cose bellissime in questo film. La cosa più bella sono i rumori prodotti dalle mosse di karate (velocizzate ad hoc) aggiunti in post produzione (i tipici colpi d’arma da fuoco o come li chiamo io i suoni del videogame Final Fight), spessissimo in maniera esagerata tanto che i colpi che si sentono sono almeno 10 volte tanto quelli inferti veramente. Altra cosa bellissima è il montaggio frenetico e violento, pellicola tagliata con l’accetta e zoom improvvisi tengono continuamente lo spettatore incollato al soffitto per i salti di gioia. Le musiche sono spesso inopportune e mi tocca segnalare una piccola ruberia musicale addirittura proveniente da Pyscho di Alfred Hitchcock. Poi ci sono molti ninja arabi e una costante componente horror che non c’entra nulla col rest, la cui manifestazione più alta è una donna misteriosa che si trasforma in una rana e ti salta addosso. Di ruberie da film occidentali ce ne sono varie, da alcune scene copiate pari pari da La Casa di Sam Raimi (ma fatte infinitamente peggio) e sono più che convinto che in svariati combattimenti ci sono state ruberie sonore da vari film con Bruce Lee. Ma la ruberia più grande e ghiotta il regista Inanç la mette a segno rubando innumerevoli parti dal suo stesso film Son Savasci uscito appena un anno prima. No. Scusate. La cosa più bella di questo film è la mancanza totale di trama. Definirei questo film come epico e da vedere assolutamente.

Scritto da Il Guardiano dello Zoo

Grazie a: Christian Ciarrocchi


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