UOMINI SI NASCE POLIZIOTTI SI MUORE

Membri di una squadra speciale della polizia romana, la cui esistenza è nota a pochi, Alfredo e Antonio i delinquenti non li arrestano, li uccidono. Liberatisi, a rivoltellate, di una decina di ladruncoli motorizzati e di rapinatori, i due spietati poliziotti si dedicano poi alla caccia di Roberto Pasquini detto “Bibì”, un astuto criminale, proprietario di bische clandestine, che da cinque anni, coll’aiuto di un commissario corrotto, sfugge alle loro ricerche.

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Titolo originale: Uomini si nasce poliziotti si muore
Anno: 1975  I  Paese: Italia
Regia: Ruggero Deodato
Attori:  Marc PorelRay LovelockAdolfo Celi

Nel 1976, quattro anni prima del suo cult indiscusso “Cannibal Holocaust” Ruggero Deodato realizza quello che poi sarebbe stato il suo primo ed unico poliziottesco, grazie al quale gli venne anche affidata la regia del suo primo cannibal movie “Ultimo mondo cannibale”. Considerato uno dei più violenti e controversi poliziotteschi mai realizzati, a mio parere personale rientra anche nei più belli di sempre. Quella giusta dose di cinismo e umorismo nero si aggiungono alla violenza spietata che negli anni ’70 e anche ’80 tormentava la città di Roma, tra rapine, sequestri, aggressioni e scippi. Il film è stato scritto dal grande Fernando Di Leo e Deodato ci offre una regia degna, come dice infatti Tarantino: «uno dei più grandi titoli di tutti i tempi ed è all’altezza del suo nome». Non c’è bisogno neanche del regista di Knoxville per affermarlo, difatti è ormai risaputo che nel cinema di genere italiano Deodato è uno dei nomi che più spicca, così come altri suoi colleghi. La storia è molto originale, la fotografia è ben curata, gli interpreti sono eccezionali… poi la coppia Ray Lovelock & Marc Porel funziona benissimo e la presenza del grande Adolfo Celi è sempre molto gradita, insieme anche alla bella Silvia Dioniso, al bravissimo Franco Citti con la voce del grandissimo Ferruccio Amendola, poi anche Marino Masè, il bravo Renato Salvatori, Bruno Corazzari e persino l’immancabile, seppur in ruolo totalmente marginale e minore, Alvaro Vitali. Un’opera cruda e fredda che mostra a pieno la vita di due poliziotti fuori dalle regole, ma appartenenti loro stessi ad una squadra speciale segreta, che ogni giorno rischiano la loro vita per salvaguardare la città e i suoi abitanti, che spesso ci rimettono la pelle, così come avviene nella scena iniziale ad esempio, nella quale vediamo la testa di una donna quasi sfracellata del tutto poichè trascinata e sbattuta contro un idrante, tutto per scippare la sua borsa, che alla fine i due rapinatori motorizzati non riescono neanche a portar via, poichè privi di tempo e anche stupidi, se vogliamo… ma testardi, anche parecchio. Ci sono anche delle citazioni, prima fra tutte quella del cane investito nel primo inseguimento con le moto. È una palese anticipazione di quello che vedremo poi quattro anni più tardi in “Cannibal Holoacaust”, dove però le uccisioni degli animali erano vere. Tra l’altro, il lungo inseguimento iniziale sulle moto fu in realtà l’ultima ripresa realizzata da Deodato. Le riprese di tale scena avvennero appunto per le vie di Roma, a partire da Via del Corso, proseguendo per Piazza del Popolo e terminando poi a Villa Borghese. È pazzesco a che sapere che fu girato senza i permessi della polizia e del Comune di Roma. Ogni volta che arrivava la polizia la troupe fuggiva di corsa e cercava un altro luogo in cui girare. Questo inseguimento è stato definito da Paolo Mereghetti come: “da antologia”. Concordo, perchè lo è! L’ironia e l’umorismo di questo film poi non sono a mo ‘di Tomas Milian, infatti è un umorismo molto più nero e crudo di quello a cui ci ha abituati il celebre commissario Nico Giraldi. Si era pensato anche ad un sequel, ma che non fu mai realizzato per vari motivi. Grande film di genere, che ha un suo perchè e se vogliamo, anche un suo fascino.

Scritto da Giuseppe Rocca [Filmaniac]

Grazie a: cinico sognatore


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