THE STAR OF DAVID: BEAUTIFUL GIRL HUNTER

Una notte buia e tempestosa, un evaso di mezza età scappa a casaccio nella lussuosa villa di una famiglia benestante e privilegiata e stupra la giovane moglie di fronte al marito legato. Un anno dopo, il figlio concepito dallo stupratore viene al mondo. All’età di sedici anni, studia le atrocità naziste nella lezione di storia e sente il risveglio della sua brutalità interiore. È giunto il momento. Si lancia in un viaggio per cercare l suo papà. Esorta il suo vero padre attraverso le pubblicità sui giornali e lo invita nella camera segreta della tortura, nel seminterrato della casa dove confina le ragazze rapite. La loro festa della lussuria e della perversione è ora iniziata.

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sottotitoli a cura di davidedantonio1 (Filbrutti.com)

Audio commentary di Norifumi Suzuki opzionabile nel file
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[la visione è riservata ad un pubblico maturo]

Titolo originale: Dabide no hoshi: Bishôjo-gari
Anno: 1979 I Paese: Giappone
Regia: Norifumi Suzuki
Attori: Hiromi NaminoNatsuko YashiroAsami Ogawa 

The Star of David: Beautiful Girl Hutner è un film estremamente controverso ed estremamente ben realizzato, dotato di una fredda poetica espressiva che dipinge l’odio con affilata e inesorabile accuratezza, al pari di un antico strumento di tortura. Così è il protagonista, Tatsuya Jinno (Shun Domon), un uomo dal carattere raffinato e calmo che cova un rancore infinito verso il mondo e ciò da cui lui proviene. Figlio di uno stupro perpetrato ai danni della moglie di un riccastro borghese da un omicida evaso di galera, Tatsuya crebbe come se fossi il figlio del peccato, il diavolo tenuto nascosto in una famiglia per bene e altolocata. L’ ipocrisia di quel mondo è sempre stata benzina sul fuoco e nelle sue vene, nonostante la sua apparente calma, ha continuato a scorrere sangue selvaggio omicida, fino al compimento dell’ età matura, data prescelta per mettere in atto la sua vendetta. Finita l’adolescenza ecco che Tatsuya diventa l’ unico erede della casa di quel padre tanto detestato, che perse ancora in tenera età, in circostanze non troppo chiare. La sua casa può diventare il suo covo ideale dove portare le sue vittime. Belle ragazze che dichiarano al mondo le proprie doti, e che per Tatsuya sono solo la rappresentazione più bassa dell’ ipocrisia sociale. Il suo piano è di rapirle e di torturarle fino a tirarne fuori la vera essenza e farle finalmente confessare ciò che sono veramente…Questo film produce due tipi di stimolazioni critiche al di là delle bellezze poco vestite e delle sevizie per i cultori del genere. La prima è una forte critica verso la “gente bene”, la borghesia del dopoguerra schiava dell’immagine, rappresentata dalle ragazze che il protagonista rapisce. E qui siamo davanti ad un fattore molto interessante. Questo ragazzo è molto bello e acculturato ed è, se voglia, il figlio della borghesia stessa. Coloro che solitamente nel cinema rappresentano la nemesi della borghesia sono il più delle volte facce del popolo, persone rancorose e abbruttite, persone sicuramente più vere dell’uomo-apparenza. Invece il protagonista è ancora più uomo-apparenza perchè non solo inganna il suo essere uomo-uomo, ma inganna tutti celando il suo essere uomo-bestia, colui che odia ed è assetato di sangue. La seconda riflessione è sulla riunione familiare come obbiettivo per il protagonista. Un umano bisogno affettivo? Un voler dimostrare al padre quanto è bravo, quanto è assassino come lui. Abbiamo quindi vari spunti di riflessione che rendono questo film tutt’altro che un normale pinku eiga a sfondo sadico, che colloca senza alcuna ombra di dubbio questo film nella mia top di sempre, essendo molto convincente sotto molti aspetti, non solo “filosofici” ma anche tecnici, come la splendida fotografia, la regia del sapiente Norifumi Suzuki ,le riprese, le scenografie, tutto insomma. E adesso passiamo ad un paio di curiosità:

  1. Il film è ispirato ad un manga per adulti di Masaaki Soto.
  2.  Norifumi Suzuki nel film fa guidare un camion nientemeno a Bunta Sugawara auto-citandosi in grande stile. Suoi infatti i due film Truck Rascals e Run, Truck Rascal, Run! che parlano di due camionisti contrabbandieri buffoni e rozzi.

Scritto da Il Guardiano dello Zoo


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