OCCHI NELLA NOTTE

Grano maturo pieno di steroidi causa nei topi una crescita fino alla grandezza di un piccolo cane. Escono dalle tane, attaccano la città, provocano panico e morte. Un’esperta ufficiale sanitario donna e un prof. di scienze hanno il compito di eliminare il problema.

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Titolo originale: Deadly Eyes
Anno: 1982 I Paese: Canada, Hong Kong
Regia: Robert Clouse
Attori:   Sam GroomSara BotsfordScatman Crothers
 

Questo Occhi nella notte è un classico del B movie sui topastri assassini, uno di quei filmacci da vhs confezionati bene, divertenti e da sciallo atomico sul divano. Quindi non si spiega perché la maggior parte della critica sia così spietata nel parlarne, a cominciare dal Dizionario dei film horror di Rudy Salvagnini che lo bolla come “tutto prevedibile e già visto” affibbiandogli la stelletta dell’infamia.

Che sia prevedibile e già visto ok, ma Occhi nella notte fa il suo sporco lavoro di horrorazzo d’intrattenimento con scene feroci (muore persino male un neonato), belle ragazze di rito (la generosa Lisa Langlois in versione Lolita da sturbo, mutandine attillate annesse) e una regia dal ritmo concitato e ansiogeno. Che altro volere di più da una pellicola sui topi assassini? Oltretutto le scene di impatto non si contano, come per esempio l’assalto dei ratti all’interno di un cinema (il film proiettato è sempre del regista, L’ultimo combattimento di Chen). Quindi immaginatevi uno spettacolo popolare che distrugge la quarta parete, ben prima dei Demoni di Lamberto Bava, di Mr Rorret di Fulvio Wetzl o dell’Angoscia di Bigas Luna, nel quale tu spettatore la senti davvero sulla pelle quella sensazione di disagio, puoi ripeterti quanto vuoi, alla Wes Craven, “E’ solo un film“, ma il dolby stereo, che riproduce quegli osceni squittii , ti fa gelare la pelle. Nulla di più terrorizzante del vedere al cinema un horror ambientato al cinema, senza dubbio. Anche se da noi purtroppo Occhi nella notte uscì solo in vhs (Futurama) privandoci dell’impatto emotivo di questa (grandissima) sequenza.
Questo il momento che preferisco, con la gente terrorizzata che corre mentre i topi banchettano con le loro chiappe manco fossero ad un banchetto, escamotage necessario per eliminare, prima del finale, il personaggio della Langlois, troppo zoccolesco per essere una final girl. Povera la nostra Lisa, innamorata fino al limite dello stalking del suo professore universitario, tanto da infilarsi nel suo letto e supplicare di essere scopata, ma nel mondo dei ratti mannari le studentesse da paginone centrale di Playboy vengono schifate come fossero appestate. IeneVivianiToffa e compagnia bella, nell’universo degli horror stavolta siete disoccupati: nessun docente porcone da sgamare con le vostre microcamere! Robert Clouse, al suo secondo film sugli animali incazzati dopo Il branco del 1977, non si perde in molti fronzoli confezionando un ottimo spettacolo da drive in con momenti di eccelso terrore. Il regista è sempre stato un abile artigiano, capace di dare il massimo con prodotti anche non di fino, garantendo il giusto divertimento ignorante ai suoi spettatori sia che si trattasse di un Jackie Chanimportato negli USA (Chi tocca il giallo muore) che di un Robert Mitchumsbarcato ad Hong Kong (Poliziotto privato: un mestiere difficile). E’, non ci stancheremo mai di ripeterlo, quel cinema popolare che non esiste più, bellissimo e scriteriato, quello che ci manca di più, in Italia come negli States. C’è da dire che Occhi nella notte non ebbe un grande culto, fu odiato con tutte le forze dallo scrittore James Herbert, suo il romanzo ispiratore Rats, e, come detto all’inizio, di solito neanche gli estremisti del brutto miserabile, quelli che hanno in cameretta, a 56 anni, il poster dei topi mutanti di Mattei e Fragasso, lo ricordano con piacere. Certo è che il film non è esente da difetti, tanto gagliardo nelle parti horror quanto debole in quelle più intimiste che vedono i tormenti amorosi di un professore di mezz’età (lo stesso fesso che schifa Lisa Langlois). A questo aggiungiamoci una storia che plagia il solito plot de Lo squalo con tanto di sindaco ottuso che non blocca un’inaugurazione ad un passo dalla tana dei ratti, e un bambino, il figlio dell’insegnante, da pedate nel culo da quanto è antipatico, con la saccenteria da nano che in Dungeons & Dragons, 200 lire al circolino di Marchirolo, avrei affettato con gusto. Però se la parte conclusiva con i topastri affrontati a fiamme ossidriche, che vede gli attori più spaesati che spaventati, non è un granché, abbiamo invece un cattivissimo finale dove un roditore insanguinato si lancia con foga contro un vetro generando il bu che non ti aspetti. Gli effetti speciali sono abbastanza schifosi anche se non eccedono mai nel gore e nello splatter. Per mettere in scena i topi giganti i truccatori fecero indossare delle tute con orecchie e denti finti a dei bassotti. Il risultato fu certamente efficace ma purtroppo uno degli animali soffocò dentro la tuta. Un peccato perché l’idea alla fine, in un film che non doveva peccare di alto budget, era certamente geniale.Gli attori non spiccano per eccessiva bravura, a cominciare dall’insipido protagonista Sam Groom, più a suo agio in tv (Dimensione alphaQuincy) che al cinema. C’è però da segnalare la presenza di Scatman Crothers, il cuoco dell’Overlook hotel in Shining di Kubrick, che, anche se interpreta un piccolo ruolo da vittima, risulta il migliore del cast.  Occhi nella notte non è un bel film, ma è un film divertente, non invecchiato di un solo giorno dal 1982, quasi quarant’anni fa. Non una cosa che capita a tutte le pellicole, riuscite o meno che siano. Fu curiosamente prodotto, tra gli altri , anche dalla Golden Harvest Company di Hong Kong, la stessa di molti film di Clouse, ma a differenza di altre coproduzioni simili tipo l’hammeriano Un killer chiamato Shatter, coproduzione con gli Shaw brothers, non abbiamo nel cast significative quote orientali o momenti kung fu. Con i topi assassini si farà peggio negli stessi anni 80 con il tremendo Denti assassini di Damian Lee, seguito del cultone Il cibo degli dei di Bert I. Gordon. A tutti quelli che si lamentano di Occhi nella notte farei subire l’atroce visione di questo delirante horror che cerca di terrorizzare il pubblico con un bambino mutante alto mille metri, tipo King Kong, cattivo come solo Baby Birba potrebbe essere.

Scritto da Andrea Lanza [Malastrana VHS]


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