CITY WARRIORS

Lok Han (Dick Wei) è un cinese membro dell’esercito di rivoluzione, un potente soldato che ha però dovuto salutare anni or sono sua sorella, scappata ad Hong Kong con il suo innamorato Tang Sai-Kit (Ken Lo). Tang Sai-Kit si scopre però un sordido malvivente che costringe la sorella di Lok Han ad una vita di malaffare. Lok Han decide di cercare la sorella ad Hong Kong fingendosi un turista ma si immischierà in un traffico di droga e di politica.

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Lingua:  SUB

Titolo originale: 殺出香港 / Sha chu Xiang Gang
Anno: 1988 I Paese: Hong Kong
Regia: Lung Wei Wang
Attori: Dick WeiCarina LauYuen Chor 
 

City Warriors è un titolo forse un po’ troppo generico per il film che ho appena visto, ma rende l’idea di che cosa avvenga ad Hong Kong durante le vicende sanguinarie narrate in questa storia.Un vero hard boiled oscuro e crudo dove non si risparmiano scene shock quasi gratuite come il ritrovamento di un cadavere putrefatto di donna oppure la facilità con cui si tagliano gole e spezzano arti. Anche il numero di morti ammazzati in questo film non scherza affatto. Le vicende dei protagonisti compongono una trama abbastanza intricata dove ogni tanto qualche dettaglio si perde, ma sostanzialmente si va sempre sul sicuro quando c’è una storia di due fratelli separati che si riuniscono. E il dramma è servito. Parlando del regista Lung Wei Wang si può dire che costui sia un veterano dei film di kung fu degli anni ’70, a cui ha partecipato nel ruolo di attore. Lo abbiamo visto in film che sono anche arrivati da noi come I Giganti del Karate, Il Padrino di Chinatown e Gli Implacabili Colossi del Karate per fare qualche esempio. Dal 1985 si dà alla regia e gira 9 film fino a fermarsi nel 1992. Il cast degli attori è, come si usa dire, un cast “solido”, pieno di comparse che si perdono nel film (un po’ troppe a dire il vero) ma con un cuore di 4 o 5 attori che riescono a caratterizzare molto bene i propri personaggi, in particolare il protagonista Dick Wei e il cattivo Ken Lo, un po’ più fiacca Carina Lau messa praticamente solo a frignare. Torniamo al film. Sono sicuro che all’interno della sceneggiatura ci sia molto di più di una vicenda di guardie e ladri e di fratelli e sorelle, soprattutto per quanto riguarda lo storico scontro di identità tra gli abitanti della grande Cina e quelli di Hong Kong prima dell’unificazione avvenuta nel 1997. Da italiano posso solo immaginare quelle che erano le tensioni e le differenze di vedute. Diciamo che l’effetto Danko un po’ si avverte anche perchè il protagonista è un militare cinese (filo comunista) silenzioso in grado di fare mosse micidiali (come Schwarzy) e il suo “partner” è un poliziotto di Hong Kong (filo capitalista) stanco e sempre in confitto su come applicare la legge mantenendo il senso della realtà di tutti i giorni (come Jim Belushi). E poi, si. Entrambi i film sono del 1988. D’accordo, dopo le mie teorie complottiste eccomi di nuovo a parlare di quello che vediamo in questa pellicola che non lascia allo spettatore un momento di noia, talmente tanti i colpi di scena e le sparatorie, soprattutto i morti ammazzati. C’è anche spazio per infilare qualche personaggio da fumetto come un travestito sadico che di mestiere fa lo scagnozzo del boss e si diverte a torturare le ragazze indotte alla prostituzione. Quando il dovere diventa un piacere. Fumettistiche a volte sono anche alcune esagerazioni alquanto gratuite come all’inizio quella di uno yakuza che si pippa una quantità di coca inverosimile o il già citato cadavere ripescato. Ad ogni modo è un film la cui visione soddisfa tutti coloro che sono in cerca di qualcosa di forte e di impatto. Questi film dimenticati compongono senza alcun dubbio il D.N.A. dei vari John Woo e Tsui Hak. Guardatelo, è un consiglio.

Scritto da Il Guardiano dello Zoo


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