REQUIEM – IL FESTIVAL DEI MORTI

Intenzionati a mettere in scena l’ultima pièce teatrale scritta dalla studentessa Yuko Yamazaki prima di morire suicida, Machiko Yuki (Kyoko Fukada) e i ragazzi della compagnia teatrale della scuola d’arte Tezuka si dedicano all’allestimento dello spettacolo in vista del Festival di primavera, decisi ad onorare così la memoria della compagna scomparsa. Il dramma riprende una tragica storia d’amore consumata tra le mura dello stesso istituto 80 anni prima, e che vide coinvolti il tedesco professor Eugon Mecalfe e la giovane insegnante di musica Sumiko. La storia sembra però portare con sé un’orribile maledizione: dopo il suicidio della giovane scrittrice infatti, altre persone coinvolte nell’allestimento muoiono in circostanze misteriose.

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Titolo originale: Shisha no gakuensai
Anno: 2000 I Paese: Giappone
Regia: Tetsuo Shinohara
Attori:  Christina NagyDavid WarbeckCarroll Blumenberg
 

Mi sono avvicinato a questo titolo poichè, oltre ad appassionato di horror e di cultura giapponese, sono anche un collezionista di dvd. Il fattore “completismo” per noi appassionati di dvd è una vera e propria malattia che ci spinge ad acquistare tutti i titoli di una determinata collana, e questa volta è toccata alla “Dynamic Extreme”, che si ripropone di compilare un assortimento di j-horror abbastanza sconosciuti e pubblicarli in Italia. Partiamo da qui. La denominazione “Extreme” in questo caso non sortisce l’ effetto vincente che vorrebbe. In tutta onestà questo titolo non ha nulla di estremo, semmai qualche elemento horror è già tanto trovarcelo. Abbiamo a che fare con una pellicola j-horror sul genere “fantasmi tra i banchi di scuola”. Filone fortunatissimo in patria che però rischia spesso di donare gran belle delusioni allo spettatore occidentale adulto poichè, spesso e volentieri, le vicende sentimentali dei protagonisti adolescenti prendono il sopravvento della storia, diluendone irreparabilmente il fattore horror. Ed è proprio questo il caso perchè Requiem – Il Festival Dei Morti non è altro che la trasposizione cinematografica del manga della signorina Akiyoshi Nana, la quale firma sia il comparto grafico che la sceneggiatura. Di solito quando i presupposti stanno così è facile trovarsi davanti un’operazione female-oriented. E manco a dirlo, la protagonista Yuki invade la stragrande maggioranza del minutaggio in visione. Ella viene sostanzialmente affascinata dai sinistri segreti di una storia d’amore clandestina ambientata in un passato non ben definito. Tutto molto romantico e gotico. A supportare la dimensione romanica della vicenda vi è la location principale del film: una scuola superiore di orientamento cattolico. Più e più volte ho notato che la religione cattolica nei film giapponesi è usata come mero pretesto per mostrare antiche statue, rosari di legno e chiese vagamente gotiche, al fine di infondere un senso di esotico (esotico per loro) e mistico davanti agli occhi a mandorla del pubblico. Io onestamente alzo le mani, non sono nè una ragazzina giapponese, nè un appassionato di horror acqua e sapone. Consiglio questo film solo a chi è appassionato di mistero e il tipo di ambientazioni descritte. I fan di Miike e Tsukamoto ne stiano pure alla larga.

Scritto da Il Guardiano dello Zoo


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