L’UOMO CHE RIDE

Questa è la storia di un’ uomo che per tutta la sua vita è costretto a vivere con una deformazione sul suo viso, un eterno ghigno sinistro. La malformazione è stata causata dalle torture sadiche che alcuni zingari gli hanno inflitto quando era piccolo. Il suo nome è Gwynplaine. Dopo che suo padre fu ucciso fu abbandonato al suo destino, ma uno strano uomo solitario lo accolse con sè e lo allevò. Quell’uomo salvò lui e una bambina cieca, Dea. Alcuni anni dopo l’uomo mise in piedi una compagnia circense itinerante la cui star era Gwynplaine, ovvero “L’Uomo Che Ride“. Il sogno segreto di Gwynplaine è di sposare Dea e vivere felice con lei ma una donna si intromette, Josiane, una duchessa annoiata e viziosa che seduce Gwynplaine facendo leva sulla sua fragilità. Il colpo di scena arriva quando Barkilphedro, un giullare di corte, scopre che Gwynplaine è di fatto un discendente di Lord Clancharlie, e quindi è di diritto un pari di Londra. Essere un freak che ha accesso alla camera dei lords è una grossa rivincita morale per Gwynplaine, tuttavia questa situazione gli è insopportabile perchè il suo status non gli permette di vedere la sua amata Dea.

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Lingua: [intertitoli] 

Titolo originale: The Man Who Laughs
Anno: 1928 I Paese: U.S.A.
Regia: Paul Leni
Attori:  Mary PhilbinConrad VeidtJulius Molnar

Ci sono due uomini che hanno segnato la storia del cinema e hanno gettato le basi per la nascita del cinema del mistero e dell’orrore per come lo conosciamo oggi. No, non sono Boris Karloff e Bela Lugosi. Sono Conrad Veidt e Lon Chaney. Questi due straordinari attori del cinema muto hanno dedicato la loro vita alla costante ricerca della perfezione stilistica, spendendo ore e ore davanti alle rudimentali macchie da presa. Sudore e sacrificio. Questo erano questi due grandi artisti. La storia di cui si parla in questo film è una sorta di fiaba grottesca tratta dall’omonimo romanzo di Victor Hugo “The Man Who Laughs” che descrive i dolori di quest’uomo costretto in un ghigno costante di cui si vergogna molto. Torniamo a Lon Chaney e Veidt. La parte dello sfortunato Gwynplaine fu pensata per Chaney essendo lui un veterano dei travestimenti, tanto che questi gli fruttarono l’appellativo di “uomo dai mille volti”. Era appena uscito dal successo di Il Gobbo di Notre Dame e la produzione aveva pensato a lui. Tuttavia Chaney era legato ad un contratto alla M.G.M. per cui la scelta ricadde subito su Veidt che, come potrete vedere, regalò al genere umano un’interpretazione magnifica. A Veidt interpretare il personaggio di Gwynplaine costò molto in termini di sofferenza perchè gli dovettero mettere una protesi di plastica molto scomoda e degli uncini che mantenessero il ghigno fisso sul volto. Bob Kane, il creatore di Batman, ha dichiarato di essersi ispirato a Veidt e al suo travestimento in L’Uomo che Ride per la creazione del personaggio del Joker. Al di là di questo il film è una vera e propria pietra miliare della storia del cinema che tutti dovrebbero avere nel proprio bagaglio culturale. Non è un consiglio, è una minaccia.

Scritto da Il Guardiano dello Zoo


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