THE COMPLEX

La studentessa di infermieristica Asuka (Atsuko Maeda) si trasferisce con la famiglia in un grande complesso edile. Conosce un bambino che gioca sempre da solo con la sabbia e un ragazzo che lavora li vicino, il giovane Sasahara (Hiroki Narimiya). Cercando di inserirsi nel vicinato tenta di approcciare l’ inquilino dell’ appartamento davanti ma finisce con lo scoprirne all’interno il cadavere di un uomo anziano. Da quel momento in poi, Asuka, comincia ad avere strane visioni.

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Lingua:  sub 

Titolo originale: Kuroyuri danchi
Anno: 2013 I Paese: Giappone
Regia: Hideo Nakata
Attori:  Atsuko MaedaHiroki NarimiyaRyô Iwamatsu
 

Hideo Nakata, il regista di Ringu (The Ring) e Ringu 2 (The Ring 2), torna con questa pellicola al tema ricorrente dei suoi esordi: storie di spettri che rendono la vita impossibile ai viventi. Come nella cultura occidentale, anche in quella giapponese lo spettro è un’anima disperata che vaga, intrappolata nel mondo dei vivi, spesso a causa di una morte improvvisa e traumatica. Questo The Complex parla di un complesso abitativo infestato dai fantasmi, i quali si intersecano con i traumi psicologici della protagonista. C’è subito una serie di giochi di parole da districare. In inglese (come in italiano) “Complex” può significare sia un complesso edilizio, sia una sindrome mentale. In più se si scrive con gli ideogrammi giapponesi suona come le parole “Giglio Nero”, fiore inquadrato più volte durante il corso del film che nella cultura nipponica è associato alla gelosia e alle maledizioni. Nakata a questo punto della sua carriera (siamo nel 2013) è un regista affermato e si può permettere di giocare con il genere mantenendo i clichè da una parte e innovando da un’ altra, inserisce infatti trucchetti narrativi un po’ alla Il Sesto Senso, dove non si capisce mai bene se i fantasmi ci sono, se sono frutto della mente di qualcuno, se quello che vede i fantasmi è un fantasma himself. Ora, se siete fan sfegatati di j-horror questo film non vi deluderà. Altro paio di maniche invece se siete frequentatori occasionali del genere e i vostri interessi non sono poi così settoriali. In questo caso The Complex può essere avvertito come una mattonata dai filtri color seppia (regola ferrea del cinema j-horror) dove tutti parlano a basso volume e inspiegabilmente composti nonostante gli eventi che gli capitano. Punto comune per entrambe le possibili visioni dello spettatore: l’ attrice protagonista Atsuko Maeda è proprio una cosa insostenibile da reggere. Va bene che deve fare la complessata, tuttavia non basta assumere un atteggiamento da cane bastonato per l’intero minutaggio e strabuzzare gli occhi di tanto in tanto. No good! In sintesi, non un film fatto male, ma a rischio indigestione da bambini inquietanti e ragazzine dai capelli corvini ermetiche e spaventate. La sufficienza tutto sommato se la merita e nell’indecisione una guardata datecela.

Scritto da Il Guardiano dello Zoo


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