LA SENSUALITA’ E’… UN ATTIMO DI VITA

I due fratelli Marcella e Mario vivono con altri giovani in un paese confinante da quello dei genitori. L’arrivo di un forestiero accende in loro il contrasto con il mondo adulto. I fratelli, accompagnati dallo sconosciuto, iniziano un lungo percorso psicologico di evoluzione, alla ricerca della propria libertà. Inizieranno con lo spogliarsi dalle apparenze in una vorticosa lotta con i vestiti, per finire in mare, al largo su un peschereccio. Qui Marcella organizza un piano criminale…

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Titolo originale: La Sensualità è… Un Attimo di Vita
Anno: 1975 I Paese: Italia
Regia: Dante Marraccini
Attori:  Gabriele TintiMargaret LeeGianni Dei
 

Non è facilissimo andare a recensire un film del genere soprattutto se così figlio degli anni in cui fu girato. Un Attimo di Vita è indubbiamente figlio della contestazione degli anni ’70, quando l’uomo (o meglio il ragazzo) si poneva domande su domande sulla condizione dell’uomo moderno, in quanto si stava consumando un atto di svecchiume generazionale. Il vecchio, ovvero il rigido e il sicuro era ormai superato e questo apriva le porte a mille dubbi e mille domande che cercavano una soluzione. In questo caso non ci importa la soluzione ma come ci si ponevano le domande. Come il movimento della contestazione degli anni ’60 e ’70 in Giappone produceva i capolavori di Masao Adachi e Koji Wakamatsu, in Italia un profluvio di registi non vedevano l’ora di esprimersi grazie alle quasi infinite possibilità che gli consegnava la settima arte. In questo caso, Dante Marraccini originario di Pistoia, regista di teatro e scrittore (le interpretazioni degli attori sono di carattere fortemente teatrale) si cimenta nel suo primo film, ne girerà altri due a distanza di 20 anni e poi basta. Sarà la dura battaglia che ha dovuto condurre per via dei pesanti tagli che Un Attimo di Vita era condannato a subire pur di uscire nelle sale. Tuttavia Marraccini fu fermamente contrario, addirittura gli dissero ti togliere una scena molto importante dove un giovane grida “La famiglia non esiste”. Si perchè è questo il fulcro di questo film: contestare il modello famigliare in cui si viveva allora e in cui molti di noi vivono adesso. Certo, con i gender e i transgender ora abbiamo rivoluzionato un po’ le cose, ma sotto sotto gran parte dell’italia ha bisogno ancora di guardare Un Attimo di Vita e di farsi scuotere dalle grida dei giovani. Chissà se poi le grida sono ascoltate. E’ questo che desta qualche perplesso in me. Il film infatti è di un certo spessore culturale e i dialoghi si intersecano nel loro simbolismo che sono sicuro “i vecchi” fanno molta fatica a capire. Era, o è, una critica rivolta ai vecchi? Forse è una critica rivolta ai giovani dato che il nucleo dei protagonisti, candidi e disumanizzati nel senso positivo della parola, al contatto con la società diventa una banda di criminali. Il Marraccini parte dunque dal presupposto che l’uomo nasce innocente e poi viene sporcato dalla società. Interessante e soprattutto molto di sinistra. Tutto questo l’ho scritto per invitarvi a contestualizzare il film nel periodo in cui è stato girato. L’unico modo per capirci qualcosa.

Scritto da Il Guardiano dello Zoo


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