BEAUTIFUL TEACHER IN TORTURE HELL

Ryuji Hanashiro (Shôji Kaneko) è il capo di una gang appartenente alla famiglia Santokai, il suo nome è temuto e i suoi affari vanno a gonfie vele. La vita lo porta all’ improvviso davanti ad un bivio. Sua moglie ha partorito infatti una bambina e Ryuji, appena uscito di galera, decide di rinunciare alla vita da criminale, trovare un lavoro normale e dedicarsi alla propria famiglia. Tuttavia il passato tornerà a bussare alla sua porta.

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[la visione è riservata ad un pubblico maturo]

Titolo originale: Dan Oniroku: Bikyoshi jigokuzeme
Anno: 1983 I Paese: Giappone
Regia: Masahito Segawa
Attori:  Ran MasakiSeiichirô FukuyamaNobutaka Masutomi
 

Beatiful Teacher in Torture Hell fa parte della produzione sterminata di roman porno (chiamati più frequentemente pinku eiga) della casa di produzione Nikkatsu, che durante gli anni ’70 e ’80 inondò il cinema nipponico di softcore più o meno caratterizzati da tematiche perverse e tabù. La tematica scolastica è stata sempre uno dei cavalli di battaglia dell’ erotismo giapponese, sulle cui studentesse ha creato un vero e proprio culto mondiale. Qui invece abbiamo a che fare con una insegnante che viene vessata praticamente da chiunque appia nello schermo, pare di vedere una versione nagaiana (riferito a go Nagai, autore di Devilman, Mazinger Z, Kekko Kamen) di Non Aprire Quella Porta, qui però il motivo scatenante della vicenda è la vendetta personale, incredibile motore che tiene in caldo da centinaia di anni la macchina del cinema. A proposito di Go Nagai, questo film mi è proprio sembrato molto vicino alla sua opera Kekko Kamen, sulla quale sono state prodotte numerose pellicole! Masahito Segawa oltre ad avere lo stesso cognome del famoso omicida cannibale reo confesso, non ha molto da dire come personaggio e la sua regia rispecchia questo suo aspetto privo di risvolti notabili. Il regista appare infatti come un servitore della macchina da presa, non fà nè più nè meno quello che deve fare e sarà questo immagino il motivo per cui dirigerà unicamente 4 pellicole nella sua vita, tutte di chiara impronta erotica. Ci sono scene di sesso e di “giochetti” sessuali ma la camera trova sempre l’ angolazione giusta per non farci vedere direttamente l’ atto perpetrato, a questo si aggiunge addirittura un noioso effetto sfumato bianchiccio che può fare saltare i nervi se troppo insistente. Questo film per dirla tutta mi è piaciuto abbastanza nella sua ristretta dimensione di personaggi e location molto low budget e ho trovato molto eccitante il carnet delle più varie torture sadomaso che viene inferto alla povera Ran Masaki che, oltre ad avere un corpo che chiede di essere seviziato, non eccelle troppo nella sua interpretazione. E’ un eufemismo questo per dire che è proprio lei il difetto principale di questo film, ci sono così tante attrici che aspettano di farsi versare della cera addosso, proprio lei dovevate scegliere? Ma è inutile piangere sulla cera versata…

Scritto da Il Guardiano dello Zoo


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