LA MOGLIE VERGINE

Tra Giovanni e Valentina il matrimonio è a un punto morto. Lui è impotente, e si deve anche sorbire le lamentele della suocera e dello zio di lei. La situazione si complica con l’arrivo di due amici, autentici maniaci sessuali: Gianfranco e la moglie tedesca Brigitta.

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Titolo originale: La Moglie Vergine
Anno: 1975  I  Paese: Italia
Regia: Marino Girolami
Attori:  Edwige FenechRenzo MontagnaniCarroll Baker

Parto dal precisare che questo film mi ha entusiasmato parecchio per il livello di nonsense complessivo. Non per nulla la sceneggiatura è firmata da Carlo Veo, un maestro nel buttare in vacca tutto. E qui, signori e signore (dubito che ci sarà qualche signora che guarderà mai questo film, giustamente) vi spiego in due parole cos’è questo film. Tutto ruota attorno al fatto che il povero Ray Lovelock non riesce a trombarsi Edwige Fenech, ovvero sua moglie. Questo è assolutamente surreale (chi al mondo non riuscirebbe a trombarsi Edwige Fenech?!), ma ancora più surreale è che la sua è una impotenza selettiva. Ovvero riesce a trombarsi tutte le donne che vuole tranne la Fenech. Mentre il nostro superuomo nonchè maschio alpha, nonchè primo inseminatore della prima donna italiana che fece il primo italiano,  Renzo Montagnani, si scopa ogni essere femminile che appare nel film. Lo fa piroettando allegramente tra una battuta orrenda e l’altra (pratica più che diffusa all’interno del film), di una volgarità gratuita unica ma allo stesso tempo da scompisciarsi dalle risate. Almeno io ho riso a voce alta e non me ne vergogno perchè ridere fa bene. Fa bene anche trombare e infatti, giustamente di moralismi in questo film ce ne sono veramente pochi dato che in soldoni ogni personaggio è un erotomane pronto a danzare il valzer promiscuo che ci viene presentato assieme ad un abbondante e generoso carnet di culi e tette. Lo spoiler per cui nessuno piangerà è che alla fine NON si capisce il motivo per cui Ray Lovelock non riesce a farsi la Fenech, (ogni spiegazione suggerita non fa quadrare i conti) ma tutti fanno finta di nulla e Montagnani riesce a chiudere il giro di chiavate e a farsi persino un’attempata Carroll Baker, la scandalosa lolita di Baby Doll – La bambola viva del 1956. Se volete la serie zeta più zeta eccovi serviti.

Scritto da Il Guardiano dello Zoo


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