BLACK MAGIC M-66

Un giornalista freelance scopre che due androidi assassini si stanno scatenando e hanno una bambina per un bersaglio da uccidere.

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Lingua:  SUB 

Titolo originale: ブラックマジック M-66 / Burakku Majikku Mario Shikkusuti Shikkusu
Anno: 1987 I Paese: Giappone
Regia: Hiroyuki KitakuboShirow Masamune
Attori:  Yû MizushimaIchirô NagaiShinji Ogawa
 

Black Magic è un manga cyberpunk scritto e illustrato da Masamune Shirow (autore di Ghost in the Shell , Dominon Tank Police e Appleseed). Fu pubblicato per la prima volta nel 1983 tra le pagine di una rivista periodica e fu successivamente ristampato raccolto in tankōbon da Seishinsha nel 1985. Quello di cui parliamo oggi è l’adattamento in OVA del 1987 diretto da Hiroyuki Kitakubo con la collaborazione dello stesso Shirow. Animato dalla AIC e Animate e distribuito da Bandai Visual. L’OAV è basato su uno dei volumi del manga e ruota attorno agli sforzi di una giornalista di nome Sybel per salvare una ragazza da un androide militare fuori controllo creato dal nonno della ragazza. La durata di soli 48 minuti è sufficiente a raccogliere tutta l’azione che si può riassumere in un banale search & destroy (cerca e distruggi). Le informazioni su tutto quello che riguarda il mondo di Black Magic M-66, cioè la contestualizzazione, è piuttosto carente nell’ OAV e come spesso accade per ragioni di produzione o non si spiega nulla oppure ci dobbiamo sucare un mini riassuntino stringato che ci introduce a ciò che staremo per vedere. Ecco con Black Magic M-66 non c’è manco quello. Però in fondo quello che vediamo altri non è che la versione cyberpunk di Terminator in chiave animata, solo che invece che Schwarzy c’è una sorta di androide capellone. Tutto qua. Tutto qua? Beh no, diciamo che la confezione è soddisfacente e il mediometraggio si lascia guardare bene. La figura della protagonista reporter sdrammatizza tutto quanto in modo funzionale, altrimenti ci sarebbero solo militari e cyborg, ovvero la fiera della braga. Ringraziamo per questo motivo gli autori dell’anime per averci fatto vedere almeno un bel nudino all’inizio del film. Le animazioni sono fluenti e l’effetto nostalgia che ci ricorda un po’ Akira e un po’ Blade Runner c’è tutto.

Scritto da Il Guardiano dello Zoo

Grazie a Gionatan Marra


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