IL MISTERO DEL CONTE LOBOS

 

Sylvia è una ladra che si finge prostituta per circuire magnati in Costa Brava. Vi si imbattono i cugini David e Thomas, ristoratori ambulanti a Barcellona. Sylvia approfitta dell’istantantea infatuazione dei due per derubarli. Il giorno successivo i due incocciano in Moby, investigatore privato sulle tracce di Sylvia. La ragazza è infatti l’erede di una considerevole fortuna e una gang criminale la rapisce. I tre dovranno sgominare la gang in una vera e propria battaglia a colpi di arti marziali nel castello dei cattivi.

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Titolo originale: Kuàicān Chē
Anno: 1984  I  Paese: Hong Kong
Regia: Sammo Hung
Attori: Jackie ChanBiao YuenSammo Hung

Questo film è conosciuto anche come Cena a Sorpresa

l mistero del conte Lobos o Cena a sorpresa (Wheels on Meals nella versione internazionale) prodotto dalla Golden Harvest, è uno di quei film di passaggio nella lunghissima carriera di Jackie Chan. Chan ormai aveva superato mentalmente quello che lui considerava cinema vetusto e superato, ovvero quello del kung fu. Ci aveva visto lungo se pensiamo al tipo di film che vengono prodotti in Cina ad oggi, tutti thriller acrobatici e super drammatici in linea con il cinema coreano dell’ultimo periodo. Già nell’ ’84 aveva compreso la sua vocazione internazionale e questo film, assieme al suo amico e collega per la vita, Sammo Hung, lo realizza addirittura a Barcellona. La commedia e le arti marziali sono virtuosamente espresse in un turbinio di gag e acrobazie da bocca aperta, come solo Chan ci ha abituato. Questo film può annoverare nel cast il trio delle merviglie Chan, Biao e Hung con annessa coda di comici visti spesso e volentieri nel cinema di Chan in quegli anni. Un film veramente divertente da rivedere e far vedere, diventato famoso per il combattimento finale considerato uno dei più lunghi mai realizzati. Conoscendo la maniacalità di Chan sono sicuro che sono state riprese lunge e molto sudate, ma il risultato è veramente eccezionale.

Questo è un film veramente particolare per diversi aspetti. Per Jackie Chan si tratta di un preciso periodo di transizione tra i film ambientati nel medioevo cinese (mi riferisco a Il Ventaglio BiancoDrunken MasterI Due Cugini ad esempio) e i film in cui gli verrà ritagliato definitamente addosso il ruolo del poliziotto buono, ovvero i vari Bambole e BotteThe Protector e la lunga saga di Police Story. Questo periodo di transizione che io chiamo il troncone demenziale è fondamentalmente composto da Il Mistero del Conte LobosLa Gang degli Svitati, e Winners and Sinners, dove in realtà Jackie Chan interpreta un ruolo da protagonista ma non assoluto dato che più volte la scena è rubata da Sammo Hung che non per niente cura la regia di tutte e tre le pellicole. Devo dire che Hung se la cava egregiamente come regista e le sue doti di coreografo di arti marziali sono perfette in questa specie di commedia degli equivoci, dal tono un po’ cavalleresco e un po’ goliardico allo stesso tempo (penso alla mitica scena in cui i famosi “tre fratelli” ovvero Jackie Chan, Sammo Hung e Biao Yuen impugnano i fioretti come se fossero i tre moschettieri e intonano il famoso motto “Tutti per uno…“). In questo film come nel sopra citato trittico, un gruppetto di comici (che rivedremo poi sporadicamente in altre pellicole interpretate da Chan) mette in scena continuamente gag a sfondo sessuale che spesso non fanno ridere di per sè, ma l’ interpretazione stessa della gag è così demenziale da intrattenere lo spettatore in modo soddisfacente. La mia personale opinione su questo film è che l’ azione è buona, ma l’ umorismo è di gran lunga prevaricante rispetto all’ esibizione di arti marziali. Una curiosità su questo film: il produttore della Golden Harvest ha voluto chiamare questo film “Wheels on Meals” (il titolo internazionale) invece del più corretto “Meals on Wheels” perchè i suoi ultimi film, che si erano rivelati dei flop, cominciavano con la lettera “M” e quindi essendo lui un tipico cinese, ha voluto invertire i termini in segno di scaramanzia, fregandosene del fatto che poi avrebbe suonato strano.

Scritto da Il Guardiano dello Zoo


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