FRATELLO DELLO SPAZIO

Jenny, una ragazza non vedente dotata di poteri sensitivi, entra in contatto con gli extraterrestri. Perché proprio lei? E cosa vogliono?

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Titolo originale: Fratello dallo Spazio
Anno: 1988 I Paese: Italia, Spagna
Regia: Mario Gariazzo (accreditato come Roy Garret)
Attori:  Martin BalsamAgostina BelliSilvia Tortosa |
 

Un’astronave si avvicina alla Terra e “sputa” tre capsule. Da una di queste esce un essere umanoide alto quanto un bambino e nascosto in una tuta metallizzata. Verrà presto in contatto telepaticamente con una donna cieca (e sensitiva a quanto pare) che, aiutata da una sua amica e da un prete, lo mettono in salvo nella chiesa della città. Prodotto da Italia e Spagna e girato in California nell’84, il film di Gariazzo è una rarità del cinema fantascientifico nostrano. Venne proiettato la prima volta il 21 giugno 1988 nella Germania Occidentale ma non ottenne mai una distribuzione cinematografica nel nostro paese, venendo trasmesso per la prima volta in chiaro soltanto il 4 agosto 2017 dal canale Iris. Gariazzo non era nuovo al cinema fantascientifico; nel ‘78 aveva diretto ben due film di ispirazione ufologica: l’erotico Incontri molto… ravvicinati del quarto tipo e il più famoso Occhi dalle stelle, che viene spesso confuso con Fratello dello spazio. In pochi sanno che Gariazzo oltre che regista era anche ufologo e in quello che rappresentava ci credeva fermamente! Ad inizio film ci viene spiegato che gli avvenimenti della trama non sono frutto della fantasia degli autori, bensì di testimonianze trapelate da dei documenti top-secret; ma Gariazzo era bravo a mentire al pubblico, lo aveva fatto anche nell’85 con Schiave bianche – Violenza in Amazzonia e non c’è dunque da stupirsi se di questa storia non si trovano tracce. Interessante l’intenta coniugazione tra il discorso ufologico e quello religioso-cristiano: l’alieno, come Cristo, viene dai cieli ed ha paura di fare la sua stessa fine, ma a parte questa intuizione il film ha ben poco da offrire. Gli effetti speciali sono pochi e la trama è a tratti delirante. Nonostante i toni da classico film di fantascienza, assistiamo anche a scenette comiche che si rivelano presto inutili allo sviluppo della storia. Il tipo di comicità presentato è più che infantile e si tratta con tutta probabilità di un tentativo fallace di avvicinarsi ad E.T. – L’extraterrestre. L’opera di Gariazzo è infatti nota anche come l’E.T. Italiano anche per alcune evidenti somiglianze nella trama. Il risultato finale è un film imbarazzante nei momenti comici e divertente in quelli seri (l’alieno sembra una gigantesca patata) che sicuramente incuriosirà gli appassionati. Povero di contenuti e di mezzi, fa anche molta tenerezza.

Scritto da Jacopo 


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