DRIVE

Kenichi Asakura (Shin’ichi Tsutsumi) è un rappresentante di commercio timido e ossessivamente preciso, afflitto da improvvise e forti emicranie. Ha perduto i genitori, morti suicidi a causa della bancarotta della società del padre, ancora in tenera età, ed è stato cresciuto dalla zia. Rispettoso di tutte le indicazioni stradali, che segue scrupolosamente, viene spesso deriso dagli altri automobilisti. Un giorno, all’una precisa, in sosta a un semaforo, osserva una ragazza (Kô Shibasaki) carina ma un po’ impacciata, mentre combina un piccolo guaio in un negozio di fiori. La osserva allontanarsi, e anche lei guarda timidamente verso di lui. L’attimo successivo, tre rapinatori incappucciati irrompono nel velivolo, ordinandogli di seguire la macchina del complice che li ha traditi portandosi via il frutto della rapina a una banca. Ma hanno fatto male i loro conti, Kenichi segue anche stavolta con rigore i limiti di velocità e tutti i cartelli stradali. Inizia così una giornata incredibile per inseguitori e inseguito.

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Lingua:  SUB
sottotitoli a cura di The Player

Titolo originale: Drive
Anno: 2002 I Paese: Giappone
Regia: SABU
Attori:  Shin’ichi TsutsumiRen OsugiKo Shibasak
 

Sabu non mi delude mai, la sua genialità si ripropone sempre più attiva in ogni pellicola, tanto che ad ogni recensione vi consiglio caldamente di recuperare tutti i suoi film e divorarli uno dopo l’ altro.  A rendere ancora più interessante questo meraviglioso film è la presenza dell’ attore-feticcio del regista nipponico, Shin’ichi Tsutsumi che come sempre è all’ altezza delle aspettative che si hanno la una buona interpretazione di un personaggio così complicato come Kenichi. Sabu è un regista senza genere, è molto difficile creare una pellicola appassionante senza aggrapparsi agli stilemi di un genere ben definito in cui il pubblico può riconoscersi, ebbene il regista nipponico (che è ancora attore) dirompe nel cinema con un approccio che ora possiamo chiamare “tarantiniano” in termini di creatività e messa in scena, ma che “tarantiniano” non è in realtà in quanto Tarantino usa gli stilemi dei generi cinematografici per dissacrarli, mentre Sabu va oltre questo, a lui non servono stilemi, lui è pura creatività. Il cast è di prim’ ordine in quanto sia Susumu Terajima (che ha lavorato molto con Takeshi Kitano e in questo film ci regala una delle più grandi performance), sia Ren Ôsugi che Masanobu Andô sono veri e propri pesi massimi del panorama nipponico per me addirittura mostri sacri se parliamo di Susumu Terajima e Shin’ichi Tsutsumi. Questo film è da vedere a prescindere dai gusti, è un film da vedere e basta, come tutta la produzione di Sabu, su questo non ci piove.

Scritto da Il Guardiano dello Zoo


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